Privatizzazione rai: prendete in giro qualcun’altro!

Di Nicola Vono

Finalmente inizia la privatizzazione della rai, ci dicono il ministro Gasparri e il ministro Siniscalco.
Beh, per cortesia non andiamo a dirlo in giro, che ne so agli Americani o agli Inglesi, altrimenti l’ennesima presa in giro non ce la leva nessuno. Mi concentro solo su due aspetti, ma credo abbastanza esplicativi, del progetto di privatizzazione della Rai:

1) la possibilità di acquistare un pacchetto massimo di azioni pari all 1% del capitale

2) il lock-up ai compratori.

Ritengo assolutamente controproducente, nonchè una farsa, limitare gli eventuali investitori a comprare al massimo l’1% del
capitale,con l’impossibilità di crescere;
innanzitutto perchè a nessun investitore, che voglia investire nel progetto industriale e non ottenere un semplice capital gain, potrà interessare realmente investire in
qualcosa in cui non conta nulla ed è soggetto alla volontà politica (cda). Questo quindi non favorirà mai un reale sviluppo del mercato televisivo (senza parlare del canone, della regolamentazione pubblicitaria…) e quindi la possibilità del nascere di un vero pluralismo. Sul secondo aspetto non mi dilungo molto e lascio ai lettori le valutazioni.
Prima non mi sono sbagliato a scrivere confondendo i compratori con i venditori, no no è proprio così: i compratori saranno soggetti a vincolo di lock-up, ovvero l’obbligo di tenere le azioni per un tempo stabilito dal Tesoro; anche l’egregio ministro
dell’economia ha notato, diciamo così,la stranezza.
Direi SCANDALOSO!


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