Undici grammi di hashish… e vai in galera a Bucarest

Le ultime notizie sulla vicenda

Rita Bernardini, tesoriera di Radicali Italiani, in digiuno dalla mezzanotte del 2 dicembre. Dalla stessa ora si è unito all’iniziativa Gaetano Dentamaro.

Roma, 2 dicembre 2004

Adesso basta! Abbiamo ricercato con la Farnesina tutte le forme di dialogo possibili, ma dopo ottocentocinquantadue giorni non possiamo più accettare che Maurizio Trotta, per 11 (undici) grammi di hashish continui a marcire in una galera di Bucarest. Ciò che appare oggi ancora più incredibile è che la Romania – dopo assurde traversie – ha concesso l’estradizione in Italia e “spedito” i relativi documenti il 21 ottobre scorso. Ora sembra – e siamo al 2 dicembre 2004 – che quei documenti si siano persi e che lo sventurato giovane imprenditore di Reggio Emilia si avvii a passare il suo terzo Natale in prigione. Che fa la Farnesina? A detta di parenti e amici si fa negare. Il 30 marzo 2004 il vice ministro Margherita Boniver, rispondendo ad un’interrogazione dell’on. Enrico Buemi affermava “Il Ministero degli Esteri e l’Ambasciata d’Italia in Romania continueranno a seguire con costante attenzione il caso del cittadino italiano Maurizio Trotta e non mancheranno di sollecitare presso le competenti Autorità romene una pronta conclusione della sua vicenda giudiziaria”.

“A me non risulta – dichiara Rita Bernardini, tesoriera di Radicali Italiani – che ci sia stata “costante attenzione” da parte della Farnesina, soprattutto se penso che in Italia il giovane emiliano se la sarebbe cavata con una tiratina d’orecchi del Prefetto. In ogni caso, per aiutare la Ministra Boniver ad “una pronta conclusione della vicenda giudiziaria” di Maurizio Trotta, inizierò dalla mezzanotte di questa sera un digiuno di dialogo e speranza, con l’augurio che l’accanimento burocratico, anche italiano, non distrugga definitivamente la vita di un uomo incolpevole”.

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La vicenda di Trotta descritta nell’interrogazione del 30 marzo 2004 dell’On. Enrico Buemi.

Interrogazione al Ministro degli esteri

Considerato che

il cittadino italiano Maurizio Trotta, giovane imprenditore di Reggio Emilia, è stato arrestato in Romania il 2 agosto 2002 con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti per il possesso di 11 (undici) grammi di hashish, trovati nella sua abitazione presa in affitto per le vacanze a Craiova;

il sig. Maurizio Trotta, tuttora detenuto in Romania, ha subito un processo di primo grado in cui è stato condannato a due anni di reclusione, essendo caduta l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti per la quale è prevista la reclusione fino a 25 anni;

a seguito della condanna a due anni, il sig. Trotta, avrebbe dovuto lasciare il carcere, vista la sua buona condotta, nel mese di dicembre 2003 ma, a seguito del ricorso avverso alla sentenza di primo grado del Pubblico Ministero, è stato condannato a ben cinque anni di reclusione;

considerato altresì che

la famiglia del sig. Trotta ha speso cifre considerevoli non solo per gli spostamenti e per l’onorario degli avvocati, soprattutto i difensori rumeni che sono stati via via sostituiti nel corso del procedimento per le esose richieste di denaro;

dal mese di settembre 2003 i radicali Rita Bernardini e Daniele Capezzone hanno scritto alla sottosegretaria agli esteri Margherita Boniver, per richiedere un interessamento nei confronti dell’incredibile vicenda del sig. Trotta che, per il medesimo comportamento sarebbe stato sottoposto in Italia a sanzioni di tipo amministrativo;

il 10 ottobre 2003 la sottosegretaria Boniver rispondeva ai radicali concludendo la lettera con le parole “andranno altresì esaminate le possibilità che saranno eventualmente offerte da un recentissimo accordo italo – rumeno di cooperazione giudiziaria (firmato a settembre) al fine di ottenere – se possibile – che Trotta sconti il termine residuale della pena in Italia”

il 24 dicembre 2003 i radicali tornavano a scrivere all’On. Margherita Boniver per richiedere che fossero attivate le procedure che prevedono il trasferimento in Italia del detenuto per scontare nel paese d’origine l’abnorme pena residuale;

considerato infine che

gli uffici interessati dalla sottosegretaria per seguire la vicenda, cioè la direzione generale degli italiani all’estero, dopo molti giorni hanno scoperto che l’accordo italo rumeno non è ancora stato ratificato né dalla Romania né dall’Italia e che, di conseguenza, non è applicabile nei confronti del sig. Trotta;

i radicali hanno allora fatto presente ai suddetti uffici che poteva applicarsi la Convenzione di Strasburgo sui trasferimenti dei detenuti del 1983, ratificata dall’Italia nel 1989 e dalla Romania nel 1996, ma gli uffici hanno replicato che per la sua applicazione occorreva che la Corte suprema rumena avesse redatto, pubblicato e notificato la sentenza di condanna definitiva inflitta al sig. Trotta;

per sapere

cosa intenda fare il ministero degli esteri per sollecitare le autorità rumene a redigere, pubblicare e notificare la sentenza di condanna e per mettere in atto con rapidità tutte le procedure per l’applicazione della Convenzione di Strasburgo che possono consentire al malcapitato cittadino italiano, almeno, di finire di scontare la pena in Italia;

a che punto si trovano le procedure di ratifica della nuovo accordo italo-rumeno di cooperazione giudiziaria firmato a settembre.


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