Dalla parte della legalità

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Un blog (non sapete cos’è un blog? ‘Gnoranti!), un titolo che da radicali abbiamo sentito chissà quante volte, parole semplici e intelligenti: col permesso dell’autore, pubblico nel nostro sito questo pezzo, sperando che serva a riflettere e far riflettere.
Marianna Mascioletti

“Prima o poi qualcuno mi chiederà che cosa ne penso degli atti ignobili commessi da alcuni soldati israeliani, che quanto ad orrore, non hanno nulla da invidiare alle torture di Abu Ghraib e alle decapitazioni dei terroristi.

Mi sembra che non occorra che io specifichi ulteriormente la mia condanna. Nonostante la guerra, Israele è un paese normale dove si può trovare tanta brava gente e poi anche i criminali.

Se bastassero le bassezze commesse da alcuni per condannare un paese intero, allora la mia Italia, il paese in cui sono nato e cresciuto, il paese a cui sono legato e che chiamo patria, in senso repubblicano, dovrebbe essere definito come minimo mafioso.

Mi si domanda a volte che differenza c’è tra gli orrori degli americani o degli israeliani e quelli dei terroristi. La risposta è facile, sarebbe anche superfluo scriverla nuovamente, ma sono uno che non si stanca facilmente.

Il terrorismo, così come, per fare un altro esempio, la mafia, adotta un suo sistema di regole in cui la tortura, lo sterminio, la minaccia, in una parola il terrore, fanno un tutt’uno con la strategia di lotta e di imposizione di un potere politico.

Nelle democrazie tutto ciò non esiste se non come devianza e poiché di questo si tratta, si hanno gli strumenti democratici per riaffermare la legalità. Il popolo israeliano ha come proprio fine la sopravvivenza, non l’umiliazione del popolo palestinese, se qualche israeliano la pensa diversamente, non avrà vita facile.
Le denunce della stessa stampa israeliana e i primi provvedimenti disciplinari ne sono la dimostrazione.”


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