La California, la Svizzera… sì alla libertà di ricerca scientifica

Referendum, Cappato: dopo la California, dalla Svizzera lezione agli antireferendari “riformisti” italiani Il 14-15-16 gennaio, Congresso dell’Associazione Luca Coscioni Roma, 28 novembre 2004 Secondo le proiezioni, i cittadini svizzeri hanno votato attorno al 67% a favore della legge che prevede la possibilità di ricerca a fini terapeutici sulle cellule staminali embrionali. Meno di un mese fa, i cittadini californiani hanno deciso, col 59% dei voti favorevoli al referendum del 4 novembre, di destinare 3 miliardi di dollari per la ricerca sulle cellule staminali, sia adulte che embrionali (decideranno gli scienziati, non i comitati misti formati da cardinali e funzionari di partito). Non siamo tra coloro che ritengono che il popolo abbia sempre ragione, nemmeno se si tratta del popolo svizzero o californiano. Il messaggio che arriva da quelle terre è però chiaro: quando ci si può confrontare con gli strumenti della democrazia referendaria, con un dibattito serio e civile che coinvolge la cittadinanza, la stragrande maggioranza degli elettori non è disposta ad accettare la concezione materialistica dei clericali vaticani o di un certo verdismo e sacrificare le speranze di salute e di vita di ciascuno. La lezione che arriva dalla Svizzera non è dunque per i clericali e fondamentalisti nostrani, per i Sirchia, i Buttiglione, i Rutelli o i Berlusconi: loro sanno bene di sostenere posizioni sono minoritarie a fini di voto di scambio, ed è per questo che hanno blindato la legge sulla fecondazione assistita, bocciando ogni emendamento e dando ordine ai cortigiani dell’informazione di RaiSet di non organizzare dibattiti durante la fase di approvazione. La lezione della Svizzera e della California è invece lezione per tutti i benaltristi e sedicenti riformisti del nostro Paese, che si affannano da mesi a concionare sulla jattura referendaria e a dipingere lo scontro tra opposti estremismi, la radicalizzazione delle posizioni, l’estremismo laicista ed altre dozzinali banalità e falsità. Sono gli stessi mobilitati in Parlamento per truffare il referendum, sono gli stessi già accampati nei corridoi della Corte Costituzionale e nelle redazioni della radiotelevisione di regime italiana perché l’affossamento dei referendum non faccia troppo clamore. Il voto svizzero e californiano mostra che l’alternativa popolare per la libertà di ricerca scientifica, per il diritto alle cure, la libertà terapeutica e di coscienza, è quella dei referendum, che abbiamo dall’inizio voluto come Radicali italiani e Associazione Luca Coscioni, e perseguito con il coinvolgimento di altre forze politiche e sociali e di milioni di firmatari. Se chi dice di voler “riformare” la legge 40 impegnasse a sostegno dei referendum soltanto le stesse energie spese a mischiare le carte in Parlamento e nel Paese, l’appuntamento referendario sarebbe assicurato, aprendo le porte a una nuova stagione per le libertà individuali, come fu in occasione del referendum sul divorzio. Se lo vorranno, costoro sono tutti invitati al Terzo Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, il 14-15-16 gennaio a Milano. Altrimenti, vadano pure a spiegare ai cittadini californiani e svizzeri che stanno vivendo in un Paese spaccato e laicista.


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