Quando il Rettore sbaglia i conti

Una lettera aperta di uno studente dell’Ateneo Romano

Caro studente dell’università La Sapienza

C’è un sacco di gente che mi guarda male perchè dico sempre quello che nessun’altro direbbe in certe situazioni. Questo è uno di quei casi, infatti adesso ti racconto una storia un po’ lunga sul perchè non hai votato il 10 ed 11 Novembre.

Il problema sostanziale è che il Rettore non ha fatto bene i suoi conticini, e quando se ne è accorto, ha dato un colpo di spugna cancellando il principio democratico della libera elezione, sancita nel nostro Statuto di Ateneo (ma forse anche da un altra cosa che si chiama Costituzione).

Cominciamo dall’inizio.
Da diversi anni lo statuto de “La Sapienza” e quello di altri Atenei, prevede che i Rappresentanti degli Studenti in Consiglio di Facoltà, votino per le elezioni del Rettore.

Tieni conto che i Rappresentanti di tutte le Facoltà della Sapienza messi insieme sono un sacco di gente (e di voti).

Se tu fossi stato Rettore negli ultimi 4 anni, che cosa avresti fatto sapendo questo?
Beh, io avrei cercato di creare un consenso tra gli studenti su di me, preparando il terreno per una politica di collaborazione con i Rappresentanti in modo tale da dare un “Servizio Università” migliore e, contemporaneamente, non arrivare impreparato alle prossime elezioni.

E’ un conticino semplice da fare, ci si arriva facilmente, ma il nostro Rettore attuale lo ha sbagliato e non ha fatto questa cosa.

Ma ormai il mandato rettorale stà comunque per scadere, le elezioni si avvicinano e allora tu, a questo punto, cosa avresti fatto?

Io avrei cercato di correre ai ripari promettendo a tutti un futuro migliore, tasse più basse ed un lavoro per tutti i neolaureati, cercando di creare i consensi che mi mancavano e salvare il salvabile (in fondo c’è gente che ci è diventata anche amministratore di condominio in questo modo!.

Ma il Magnifico è un uomo che non si abbassa a certi mezzucci, è abituato al potere ed agli intrighi di palazzo e sa come gestire queste situazioni. “Semplice,” avrà detto “facciamo come abbiamo sempre fatto, NON facciamo votare gli studenti”.

Infatti il meccanismo usato fin’ora prevede la SISTEMATICA e LEGALISSIMA esclusione dei Rappresentanti degli Studenti dalle elezioni di chiunque. Come? Semplice, basta fare PRIMA le elezioni del Rettore, poi tutte le altre e POI quelle dei Rappresentanti. Per capirci meglio devi sapere che le elezioni dei Rappresententi si fanno ogni quattro anni, proprio come quelle del Rettore, solo che, durante i 4 anni i Rapresententi si laureano quasi tutti (e quindi decadono dalla carica), il Rettore invece resta ed affonda le proprie redici sempre di più nella politica Universitara. Quindi se eleggi il Rettore prima dei Rappresentanti questi, che nel frattempo sono quasi tutti laureati/decaduti, voteranno in nurmero “esiguissimo” (da noi ce ne sono 10 su 130).

Questo era l’unico conticino che il Magnifico si era fatto, ed avrebbe pure funzionato.

IMPROVVISAMENTE Luigi Frati, noto Preside di una certa Facoltà di Medicina di nostra conoscenza, ha “avventatamente” fatto notare che forse era il caso di rinnovare prima i Rapresentanti per poi fargli votare il nuovo Rettore ed altrettanto IMPROVVISAMENTE il Decano (il Prof. Cesare Massimo Bianca), cui è delegata la decisione in proposito, si è trovato pienamente daccordo con il suddetto Preside.

Risultato? Le elezioni dei Rappresentanti si dovevano fare il 10 ed 11 Novembre, PRIMA DELLE ELEZIONE DEL RETTORE!

A questo punto il meccanismo elettorale si mette in moto e tutti i “pupilli” del Rettore (li chiamo così perchè “pupazzi” mi pareva offensivo) vengono richiamati da feste, vacanze e sedi di partito, alcuni vengono addirittura riesumati dall’eterno riposo :-)) e tutti si lavora per recuperare il tempo perduto.

Ma il tempo perduto è tantissimo, quattro anni di inerzia hanno affievolito le gambine dei pupilli ed inoltre gli studenti sono stanchi delle solite facce e delle solite manfrine preelettorali, della gente che appare prima delle elezioni per poi ritumularsi in discoteca o al partito. Il tempo passa velocemente ed il seguito si assottiglia in maniera evidente, tanto che i pupilli non riescono a trovare persone disposte a candidarsi in Facoltà che storicamente hanno funzionato da serbatoio di voti e candidati come Economia e Giurisprudenza. Si avvicina il collasso.

A questa catastrofica situazione si aggiunge la scoperta che qualcuno i suoi conticini se li è fatti.
Tutti, giusti e a tempo debito.
Infatti scorrendo le liste elettorali se ne trovano di inaspettatamente cariche di candidati e di possibilità di raccogliere un consenso studentesco difficilmente calcolabile. Un lavoro certosino ed incredibilmente efficace, passato del tutto inosservato a chi troppo contava sugli storici “pupilli”.

Inutili sono le invettive contro il noto Preside e il Decano… le osservazioni del primo sono più che lecite e le decisioni del secondo più che giuste.

Allora la soluzione è un’altra, MA E’ SEMPRE LA STESSA!
I Rappresentanti degli Studenti non devono votare il Rettore e perciò non devono essere eletti.

A questo punto il Senato Accademico, che è molto più “affidabile” di un Decano troppo democratico, approva una UTILISSIMA delibera sulle modalità di voto dei Rappresentanti degli Studenti. La delibera dice che, per votare, gli studenti elettori devono aver pagato le tasse dell’anno 2004/05. Luigi Frati, il Preside di cui ho scritto sopra, si incavola e chiede al Senato di votare contro questa delibera, ma un certo Preside Gianni con i suoi compagni di merenda insieme ai pupilli adoranti votano a favore e la delibera passa.

Per capire gli effetti di questa delibera devi prima sapere che gli elenchi elettorali, con i nomi degli iscritti aventi diritto al voto, vengono dal centro di calcolo dell’Università e non sono affatto aggiornati i tempo reale, quindi chiunque avesse voluto votare avrebbe dovuto pagare le tasse prima della scadenza (che era il 19) ed avere con se, il 10 o l’11 mattina, il bollettino di pagamento delle tasse.

Tu ti ricordi dove stà il tuo? IO NO!
Da un conto approssimativo avrebbero votato circa 300 studenti su 15.000 iscritti, arrivando all’ASSURDA situazione che alcuni candidati non potevano votare neanche per se stessi!

In questo modo la delibera ha ottenuto due effetti:
In primo luogo ha diminuito in maniera drastica il numero dei votanti, limitandolo ai pochi, istruiti, incentivati e volenterosi, “amici-dei-pupilli”.

In secondo luogo, cosa ben più grave, ha reso illegittime le elezioni dei Rappresentanti.
Infatti, sapendo che il nostro anno accademico dura fino a Marzo, ci si rende conto facilmente come palesemente illeggittima sia la suddetta delibera.

Provo a spiegarmi meglio, pur non pagando le tasse quest’anno tu saresti studente a tutti gli effetti fino a Marzo. Potesti fare esami, usare biblioteche, frequentare lezioni, erasmus, mensa, casa dello studente e tutto il resto… potresti addirittura laurearti entro Marzo… o candidarti come rappresentante… ma questa delibera ti avrebbe impedito di votare i tuoi rappresentanti.

E’ come se il Senato avesse deciso di non far votare quelli più bassi di un metro e ottanta… e in più li avesse obbligati a portarsi da casa il metro da sarta per dimostrare l’altezza (…e se non hai con te il metro, non voti!! :-))).

Ovviamente questo ha provocato lo sdegno di tutti quelli che si sono resi conto del sopruso.
Figurati che anch’io, quando l’ho saputo, ho “sdegnatamente” chiamato chi di dovere, minacciando di chiamare i carabinieri se avessero provato a impedire di votare a uno studente (il che dimostra quanto poco capisco di quello che mi succede intorno).

Ora ti chiedo ancora, se tu fossi stato il Rettore che cosa avresti fatto? Io avrei scritto un bel decreto rettorale ed avrei sanato la situazione anomala comunicando la decisione d’urgenza a tutti i seggi elettorali prima delle elezioni. Ma io non sono il Rettore… ed evidentemente non lo diventerò mai :-))),

Tra gli sdegnati, quelli più sdegnati di tutti erano proprio i “pupilli” i quali, la sera prima delle elezioni, si sono riuniti in consesso e, invece di premere sul Rettore per risolvere la situazione, hanno fatto una PROPOSTONA che, in confronto, l’assurdità deliberata del Senato Accademico sembrava la genialata del secolo.

RITIRIAMO TUTTE LE LISTE E LE CANDIDATURE ed annulliamo le elezioni ! ! ! !

A 24 ORE DALLE ELEZIONI?????
Ma come si può ? ! ? ! ? !
Io che (“checchessenedica”) non sono un politico e mi resta ancora un po’ di dignità, mi domando, come si fa a prendere in giro le migliaia di sudenti che VOLEVANO andare a votare?

Spacciandosi inoltre come i difensori della democrazia ? ! ? ! ? ! ?
Sapendo benissimo che invece tutto questo non è altro che il miglior modo di dare carta bianca a un Rettore che non ha saputo fare i compitini a casa?

Come si fa a “cassare” l’impegno di tutti quelli che si sono candidati e si sono fatti il mazzo per mesi, semplicemente dicendo “potete andare a casa, scusate, abbiamo sbagliato i conticini, ma in compenso abbiamo difeso la patria e la bandiera” per poi andare a stappare bottiglie di schampagne (che non so neanche come si scrive) nelle stanze dei bottoni, sapendo benissimo di averli presi per i fondelli???

Come fanno le persone che si candidano per fare seriamente il Rappresentante degli Studenti a non incazzarsi e mandare a fare in culo questa gente come ho fatto anni fa?

Comunque, sdegno personale a parte, il risultato è che tutte le liste hanno ritirato le candidature agli organi superiori e anche quelle dei Consigli di Facoltà. Gli ultimi a farlo sono stati quelli della lista che si era fatta tutti i conticini a casa. Proprio non gli andava giù di mollare dopo tanto lavoro, ma non farlo li avrebbe esposti all’accusa di “lesa democrazia” da parte di tutti quelli che, come noi poveri mortali, pensano che certe cose esistano solo nei libri di fantapolitica.

Le elezioni sono state spostate a Marzo, forse Aprile, periodo d’esame in cui molti stanno rinchiusi a studiare e forse, facendo bene i conticini, riusciranno a beccare le vacanze di Pasqua in modo da non far votare neanche i fuori sede che tornano a casa per le vacanze.

In questo modo le elezioni dei Rappresentanti degli Studenti si faranno quando tutti i giochi saranno fatti e nessuno potrà più fiatare.

I pupilli prosperano comodamente nelle stanze dei bottoni e festeggiano il fatto che vi resteranno, senza aver fatto nulla (o quasi), per almeno altri sei mesi. Durante questo periodo prepareranno il terreno per imbonire l’elettorato con fregnacce su quello che è successo e quello che faranno se verranno rieletti loro o altri pupilli come loro.

Bello no?


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