Buttiglione torna a casa!

Di Marco Paolemili

Rocco Buttiglione è un martire, una vittima innocente dell’inquisizione anticlericale, lieta di aver sofferto per i valori in cui crede. Un eroe insomma, un eroe del quale i liberali (e non solo) europei salutano con felicità la dipartita da quel del Parlamento europeo. Il famigerato ricettacolo di culattoni, che detiene il potere a detta di Mirko Tremaglia e della sua nostalgica giovinezza trascorsa nella Repubblica di Salò, è contento del dietrofront del cattolico italiano. Quei culattoni, che lo stesso Buttiglione aveva definito dei peccatori insultandoli, quei culattoni, che la maggioranza di governo di cui fa parte il ministro discrimina anche con la legge sulla fecondazione assistita e con la negazione di qualsiasi diritto familiare. “In politica vale il principio di non discriminazione e lo Stato non ha il diritto di ficcare il naso in queste situazioni”, se Buttiglione credesse davvero in queste parole da lui pronunciate, probabilmente nessuno avrebbe esortato Barroso a sostituirlo, il problema è che il filosofo italiano pensa e soprattutto agisce in modo totalmente opposto! A mandarlo via dalla commissione europea è stata proprio la sua mancanza di liberalismo, la sua concezione di stato etico che si permette di ficcare il naso nelle abitudini personali e persino nei letti dei cittadini.
Che qualcuno, nel criticare Buttiglione, abbia sconfinato in un eccessivo anticlericalismo è vero, certamente qualcuno si sarà macchiato di discriminazioni anti-religiose, dimostrando così dei principi liberali non troppo genuini. Ma Rocco Buttiglione non è un martire, non è lui la vittima di una paradossale inquisizione (fino a prova contraria erano i cristiani a bruciare eretici nelle pubbliche piazze), Buttiglione è uno dei rappresentati di quel mondo cattolico che tenta di imporre le proprie idee, i propri principi morali e i propri valori all’intera popolazione, anche a quella che cattolica non è e che, legittimamente, la pensa in modo diverso sulla sacralità degli embrioni, sulla peccaminosità degli omosessuali, sulle abitudini sessuali di uomini e donne e sui diritti di queste ultime. “Rocco e i suoi fratelli” possono, anzi devono, continuare a pensarla come vogliono, possono essere senza problemi contrari e divorzio, aborto e così via, ma, per cortesia, che lascino il diritto a chi non la pensa allo stesso modo, di decidere, nei limiti del rispetto della libertà del prossimo, ciò che è giusto e sbagliato.
Solo un’ultima parola rivolgiamo al clericale ministro Buttiglione: addio!

La notizia ansa


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