In compagnia di Cioran

Di Gianni Buganza

M. A. RIGONI
In compagnia di Cioran
Il notes magico edizioni, 2004, euro 8,00

Il signor Marianov ha detto che la pittura finora non è stata altro che falsità e depravazione. Allargai le braccia e tutti e tre sedemmo a tavola.
Alberto Savinio, La casa ispirata.

Agli squartati e ai leopardiani, ai suicidari filosofici e agli utopici, ai rivoluzionari conservatori e ai colti, ai demiurghi ove Dio è il lutto dell’ironia.
Ai lucidi cronici, ai provocatori nel vuoto, ai metafisici e ai solitari, agli ironici estremisti, a chi ama Ceronetti, Emily Dickinson, Knut Hamsum e Gottfried Benn, a chi ha frequentato e frequenta Junger con ammirazione, e De Maistre e Fitzgerald, e gli angeli di Rilke.
A chi tenta e ha tentato di esistere nella sua vita, “inclinazione che non dispero di far mia”, agli stranieri e ai futili, ai furenti e ai vertiginosi.
A chi disprezza il grossolano e l’unificato. “Ma Dio, come i santi, è un occasione per sfuggire all’opprimente banalità del vero” (“Lacrime e santi”, 1986).
Al disinganno e ai sogni avariati, agli anarchici, ai rancorosi e ai nostalgici, agli apocalittici.
Alla contaminazione totale e ai contaminati, che danzano con lucidità sopra le rovine, come u! n branco di selvaggi adoratori di Dionisio. Ai mistici e ai clochards. Alla gnosi.
Ai vangeli apocrifi.
Alla “noluntas” schopenhouriana.
Allo “stesso vento” del Qoh¨¥let che tutti a nulla ci ridurrà.
Ai liberali “disperati”, alla caducità, al destino e alla provvisorietà.
Ai disorientati e ai lirici. A tutti questi questa introduzione di Rigoni per le edizioni delicate del notes magico. A salvezza delle nostre anime innanzi alla volgarità del mondo.


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