Gancio destro e tiri mancini nelle università

Di Valeria Manieri

Un luogo di incontro, di cultura, di studio, di dibattito, un “tempio” aperto a tutti ove chi ha volontà di imparare di mettersi in gioco anche con le proprie idee può farlo.
L’università dovrebbe essere tutto questo
e invece capita che somigli molto più ad uno stadio, ove ultras si lanciano insulti irripetibili e dove ognuno tenta di gridare più forte dell’altro, che non al cuore pulsante della cultura.
Talvolta mi capita di chiedermi se sono davvero libera nel mio tempio del sapere, se sono liberi e consapevoli davvero anche coloro che possono godere di ampi spazi per potersi far sentire,studenti che si sono organizzati in “movimenti studenteschi franchising dei grandi partiti” per poter discutere, per poter instaurare un dialogo costruttivo con tutti gli altri studenti, ragazzi e ragazze come me.La risposta è no.
Non tutti sono liberi, ci sono dominatori e dominati.

Mi chiedo poi se durante le lezioni tutto ciò che mi si dice , che si insegna o si commenta miri a farmi avere una determinata forma mentis, se attiri i miei pensieri da questa o quella parte , da queste o quelle convinzioni, verso certe tradizioni consolidate,verso determinate visioni politiche.
chi siede dall’altra parte della cattedra riesce, che tu lo voglia o no, a lanciarti dei messaggi subliminali che plasmino la tua concezione delle cose?
La risposta è “Sì”.
Nulla di nuovo sotto il sole, certamente.
Tutto ciò è inevitabile, è umano, esiste la libertà di pensiero e di espressione, anche tra i professori.
Quello che si può pretendere, anzi che si deve pretendere però, è un pluralismo di opinioni e quindi di informazione.
Ciò che non deve esserci è una libertà di espressione unica, incontrovertibile, incontrastabile, quella che oggi è presente nelle università italiane.

Insomma, la tomba dello spirito critico, anche sulle vicende della politica attuale.
Quello che rende preoccupante il tutto però sono le lezioni sospese dai professori per andare contro il ddl Moratti a Biologia a Roma Tre,proprio ultimamente, un Fini costretto a rinunciare ad una conferenza sulla Costituzione europea a La Sapienza.

Fini costretto a non partecipare per via dei disordini innescati dai ragazzi della sinistra studentesca,placati soltanto con il lancio di fumogeni. Appunto, lo stadio di cui si parlava prima.
Gli stessi ragazzi della sinistra giovanile, secondo quanto riportato da altri studenti di orientamento destrorso(affermazioni riportateci che certo vanno prese con il beneficio del dubbio), avevano rifiutato e avevano creato non pochi problemi a Roma Tre, quando settimane fa ci fu un incontro a senso unico sulla fecondazione assistita, cui partecipavano Carlo Casini dell’Udc, Olimpia Tarzia, dei medici del Gemelli, un membro dell’organizzazione “Papa Boys”
e diversi studenti.

Contraddittorio che comunque vi è stato , anche se fuori programma, grazie anche-. e qui bisogna riconoscerlo- alla disponibilità di questi ragazzi e agli stessi interlocutori politici che hanno dato la possibilità a me e agli altri ragazzi di esprimere le posizioni radicali sul referendum, parlando civilmente, con attenzione,seriamente, con reciproco rispetto.
Nel frattempo attendiamo, naturalmente cercandola , l’opportunità di far ascoltare agli studenti di Roma Tre , entrambe le campane sulla legge 40-2004,con esponenti del comitato promotore del referendum, in materia di fecondazione assistita, e sulla libertà di ricerca scientifica.

Dove è finita invece la tolleranza degli attivi studenti militanti di sinistra?
Dove è finita la loro voglia di confrontarsi anche e soprattutto con chi non la pensa come loro?
Perché l’onorevole Rutelli ed altri esponenti della Margherita non hanno ricevuto lo stesso trattamento di Fini nel maggio scorso, proprio in una conferenza ad economia dell’università Roma Tre?

Oggi pomeriggio poi sono rimasta smarrita, impietrita e incredula , quasi schifata, leggendo appesi nei corridoi gli enormi manifesti della splendida “Gioventù studentesca”, teoricamente movimento ispirato ad AN, ove si recitano testuali parole:
“ Agliana, Stefio e Cupertino 30 denari per 3 mercenari ”

Il Rettore autorizza anche questo?

Ferma, immobile per circa trenta secondi nel bel mezzo del corridoio, tra le tante scritte antiamericane presenti in facoltà cui mi ero forzatamente abituata .
Stavolta no, il crescendo è davvero preoccupante, un crescendo che proviene da ogni parte, anche dalle più inaspettate.
Queste ultime vicende, non ultima quella del manifesto rosso e nero in bella vista nel corridoio della mia facoltà,non possono essere ignorate e sono il segno di un nuovo e brutto tipo di squadrismo che con la finta scusa della libertà di pensiero ed espressione mortifica e poi uccide la democrazia, la crescita degli studenti, uccide e non insegna il rispetto per gli “avversari”, specie in politica.
I “tiri mancini” o il “gancio destro”sono gravi attentati alle nostre coscienze e alla nostra capacità critica, alla voglia di imparare la democrazia,il rispetto anche e soprattutto tra ragazzi.


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