Aiutate Gaetano!

Da L’articolo –
il quotidiano della Campania

(www.larticolo.it)

Di Giuliana Caso

Il giovane detenuto che rischia di perdere la vista è stato trasferito a sorpresa al penitenziario di Salerno
’’Ora chieda al magistrato misure alternative’’

Giulio Starnini: l’unica strada unica per Gaetano Ruggero è uscire dalla cella e curarsi

Aveva promesso un interessamento, un impegno concreto sulla vicenda di Gaetano, di cui era già a conoscenza. Giulio Starnini, infettivologo, coordinatore nazionale dello staff sanitario del Dipartimento dell’Amministrazione Carceraria, questo impegno lo ha mantenuto. Ecco quello che ci dice, a dieci giorni dalla sua prima intervista rilasciata a questo giornale.

Allora, dottore, cosa ha saputo?

«Mi sono informato sul caso specifico; non dico nulla sulla malattia, per tutelare la sua privacy, ma ho verificato che c’è stato un effettivo interesse sia dello specialista oculista dell’istituto, sia della struttura pubblica».

Quindi Gaetano non è stato visitato solo dai medici del carcere?

«No, anche in due ospedali differenti; tra l’altro ora sto percorrendo un’altra strada: tramite miei amici universitari ospedalieri, sto lavorando per cercare il massimo che Napoli possa offrire, da questo punto di vista, gratuitamente, per avere un altro auterovole parere sulla diagnosi, che è oggettivamente difficile. Non come diagnosi, ma come prognosi».

Dunque lei ha verificato che la situazione è difficile. Ma cosa resta da fare a questo punto?

«Una cosa semplice: perché la persona interessata, tramite il proprio avvocato, non si rapporta con il magistrato di sorveglianza per chiedere misure alternative? Credo che i presupposti ci possano essere tutti. Può ottenere gli arresti domiciliari o altro, se presenta tutti gli incartamenti in suo possesso, come le cartelle cliniche. Non conosco il suo aspetto giudiziario, ma ribadisco potrebbe facilmente ottenere altro tipo di detenzione».

In effetti la sua condanna è a cinque anni, tre dei quali già scontati…

«Appunto. Se tutto questo si tramuta poi in un discorso di misure alternative, come l’affidamento in comunità se ha trascorsi di tossicodipendenza, o ai servizi sociali, si potranno percorrere altre strade, farlo vedere da qualcun’altro…».

Lei stava cercando un illustre oculista napoletano che lo visitasse, ma ora Gaetano è stato trasferito, a Napoli non c’è più.

«L’ho lasciato non più di cinque giorni fa a Poggioreale, e ora è stato trasferito a Salerno? Questo complica la cosa, visto che mi ero attivato su Napoli; non avevo ancora avuto una risposta definitiva da questo professionista, era fuori Napoli, ma mi aveva assicurato che in settimana, se non addirittura domani, l’avrebbe visto. Mi ha aiutato un mio amico, il prof. Pempinello, infettivologo primario del Cotugno. Ho la mia cerchia di amici in tutt’Italia nell’ambito dell’infettivologia, e lui si è attivato, ha creato il contatto con questo medico, che mi doveva dare la conferma di quando l’avrebbe visitato».

E adesso?

«Non saprei, adesso mi muoverò su Salerno, anche se effettivamente rimandarlo lì…c’è già stato, negli ospedali di quella città…a San Giovanni Di Dio e Ruggi D’Aragona, e prima anche in un altro ospedale a Larino. È stato visitato in questi due istituti, e gli hanno confermato la diagnosi. Ha fatto la fluorangiografia. Mi sono premurato di sapere se è stato fatto anche un raffronto tra le varie diagnosi, e stavo tentando di offrirgli il massimo che Napoli offriva. Ora lavorerò su Salerno, se me lo lasciano fermo in un punto…»

La sua patologia è ancora curabile, o operabile?

«Mah, il responso è molto negativo, sembra che tutti gli oculisti che lo hanno visto sono concordi nel dichiarare la non operabilità. Senza entrare nei dettagli, si tratta di una patologia degenerativa, non infettiva, ma molto grave».

Secondo lei come mai da Poggioreale è stato trasferito a Salerno?

«Evidentemente al centro clinico di Poggioreale non possono fare più di quello che hanno già fatto. L’unica cosa che hanno scritto tutti gli oculisti è di continuare con i controlli, anche se secondo gli specialisti non si può fare granché. Riparlerò con il collega Pempinello, gli chiederò se conosce qualcuno anche su Salerno, e vedremo che si può fare».

Lei sta dicendo che in carcere è stato fatto tutto il possibile, e che l’unica possibilità attuale che possa tentare di salvare la vista di Gaetano è cercare quele centro iperspecializzato? Insomma, deve uscire per avere qualche chance di non diventare cieco?

«In pratica sì. Intanto è importante che si ottengano le misure alternative. Conosco il magistrato di sorveglianza di Napoli, viene spesso in Dipartimento, e anch’io gli farò presente il caso».
Giovedì, 28 Ottobre


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