Barroso: Cambierò il necessario ed il sufficiente, no commenti sui nomi

Il presidente designato della Commissione Ue Jose’ Manuel Durao Barroso e’ intenzionato a ”cambiare il necessario e il sufficiente”. Lo ha detto lo stesso Barroso in un briefing con la stampa, rispondendo alle domande sulla futura composizione della Commissione. Barroso si e’ anche rifiutato di fare commenti su ”nomi specifici”. La conferenza dei capigruppo del Parlamento europeo ha deciso che oggi non ci sara’ alcun voto, neppure sulla richiesta di rinvio fatta dal presidente designato Jose’ Manuel Barroso. I capigruppo hanno anche deciso che, se necessario, l’investitura della nuova Commissione potrebbe slittare a dopo la prossima plenaria prevista in novembre. I rappresentanti dei gruppi, nella loro riunione, hanno preso atto che non c’e’alcuna proposta formale da mettere ai voti, considerando che la presidenza olandese di turno dell’Unione, tramite il suo rappresentante, il ministro per i rapporti con l’Europa Atzo Nicolai, ha informato che, a seguito della richiesta del presidente designato Barroso, sara’ la Commissione presieduta da Romano Prodi a restare in carica. Se il Consiglio europeo conferma Prodi, significa che ritira la presentazione della Commissione Barroso: e’ questa la lettura che permette di superare i regolamenti che imponevano al Parlamento europeo un voto sul nuovo eurogoverno entro il 31 ottobre in modo che potesse insediarsi il primo novembre. Non essendoci stato un voto negativo sulla Commissione non era possibile, senza un’iniziativa dei governi, non procedere al voto sull’investitura. Mentre la seduta e’ intanto ripresa, sono riuniti i membri del Coreper, i rappresetanti permanenti dei 25 a Bruxelles per fissare le prossime mosse del Consiglio. I capigruppo hanno auspicato che Barroso sia in grado di presentare la Commissione nella prossima plenaria del 15-18 novembre, ma non si opporrebbero ad un periodo piu’ ampio. I leader dei gruppi politici, nella loro riunione a porte chiuse, non sono entrati nel merito se il rimpasto deve riguardare solo i portafogli o anche includere la sostituzione di alcuni commissari. BUTTIGLIONE: SONO SERENO, BARROSO NE PUO’ VENIRE FUORI BENE ‘Il mio stato d’animo e’ sereno”. Lo ha detto Rocco Buttiglione ai giornalisti a Strasburgo. Credo che Barroso abbia la possibilita’ di venirne fuori bene e gli faccio i migliori auguri”. Alla domanda se l’augurio a Barroso significa che pensa di far parte anche lui della nuova commissione, Buttiglione non ha risposto. Il Commissario designato si e’ limitato a ribadire di essere ”sereno” e di non volere fare nessun commento sul suo futuro. UE: BARROSO CHIEDE UN RINVIO, ‘HO BISOGNO DI PIU’ TEMPO’ Alla fine il presidente designato della Commissione Ue Jose’ Manuel Durao Barroso ha dovuto riconoscere che cosi’ come si erano messe le cose oggi, la sua squadra non avrebbe avuto i numeri sufficienti per essere approvata del Parlamento europeo. Dopo un giro febbrile di consultazioni con i presidenti dei principali gruppi parlamentari e col Consiglio Europeo, Barroso si e’ presentato in aula per chiedere al Parlamento piu’ tempo. ”Sono giunto alla conclusione – ha detto Barroso – che se si votasse oggi l’esito non sarebbe positivo per le istituzioni europee o per il progetto europeo. In queste circostanze ho deciso di non sottoporre la nuova Commissione alla vostra approvazione oggi. Ho bisogno di piu’ tempo per esaminare la questione e consultarmi oltre con il Consiglio Europeo in modo tale che possiamo avere un forte sostegno alla nuova Commissione, una volta che verra’ approvata”. Barroso ha dato atto che il Parlamento europeo ”eletto con un voto popolare in tutti gli Stati membri, ha un ruolo vitale da svolgere nel governo dell’Europa”. Le parole di Barroso sono state piu’ volte accolte da applausi dai banchi dei gruppi che avevano deciso di schierarsi per il no alla Commissione. La seduta riprende alle 12:00. Il capogruppo dei Popolari Hans Gert Poettering ha gia’ ribadito che il suo gruppo e’ contrario al cambio di un solo portafoglio ed ha acconsentito ad un rinvio per favorire la nascita di una Commissione forte.


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