Considerazioni sull’adozione e l’omosessualità.

Di Valeria Manieri

Caro Luigi,francamente ho degli appunti da sottoporre a te e ai lettori di questo sito.
Visto che la mail che stavo scrivendoti era un po’ troppo lunga, ho deciso di risponderti qui, nel sito… Come immagini, sull’argomento omosessualità.
Guarda, francamente io mi sento di affermare , checchè ne dica la scienza o quel che tu vorresti fosse lei a dirci, che l’omosessualità non è una malattia….Mi spiace, ma ne sono proprio convinta…Certe cose dovremmo averle superate…vedi alle volte le cose a darle troppo per scontate…così come la libertà…quando la dai per scontata è l’inizio della fine..

Ad ogni modo, tornando a quanto hai ascoltato in trasmissione sabato scorso ci sono delle cose-tra le molte con cui concordo con l’ottima Platinette, per nulla “estrema” nelle sue affermazioni, che anzi mi son parse molto calibrate ed intelligenti- affermate da Cecchi Paone che riprendono in parte il mio pensiero in proposito:, si dovrebbe parlare più spesso di omoaffettività e non omosessualità…la sessualità e il modo in cui uno prova più piacere nel fare l’amore non è che una parte di un affetto, profondo o un amore che può esserci allo stesso modo tra un uomo e una donna, un uomo e un uomo, una donna ed un’altra donna.
Certamente molte persone sono omosessuali anche perchè magari influenzate da particolari esperienze, o semplicemente si convincono di esserlo perchè dotati di una sensibilità più accentuata…tuttavia, come già l’ottimo Pannella diceva 2 settimane orsono, ci sono tanti omostronzi quanti eterostronzi..
Per la questione adozione o fecondazione, credo che paesi come gli Stati Uniti, in particolare la California, abbiano parecchio da insegnarci e lì da tempo due donne ad esempio possono accedere alla fecondazione assistita-vedi una Jodie Foster- se provano di stare insieme da tempo…e ancora, sembrerà sciocca retorica, ma qualcuno ad un bambino che sta in un orfanotrofio, gliel’ha mai chiesto se preferisce essere adottato da due donne o due uomini, invece che restare lì chiuso per chissà quanto tempo?Non è sciocco buonismo o qualunquismo… è un aspetto pratico cui pochi pensano in genere, fermandodi al dato-tutto da provare oltretutto- che un bambino adottato da una coppia di omosessuali debba per forza crescere in un ambiente promiscuo o “strano” e che venga “deviato”, anche nella scelta dei suoi gusti sessuali.
Sarà che io non mi permetto di giudicare i gusti e le inclinazioni di nessuno… o di limitare la libertà del bambino, nello scegliere magari, o delle coppie… tutt’al più, e questa è la differenza “radicale”, mi posso limitare a dire “fossi stato in lui non avrei agito così”, ma non posso neppure pretendere che la scienza dica che l’omosessualità sia una malattia soltanto perché, mio caro ascoltatore, sei perplesso su questo punto…
Anche perchè nella faccenda fecondazione assistita soprattutto, io noto una sottigliezza che alcuno nota:
nessuno impedisce nella vita reale di tutti i giorni ad una lesbica ad esempio, di andare a letto per una notte con uno sconosciuto e rimanere incinta… ma quella lesbica era e lesbica rimane… tuttavia avrà ugualmente il figlio, soddisfa un suo bisogno, e magari il nascituro lo crescerà insieme ad una compagna… la legge in quel caso che può fare?
Risposta: nulla. Come è giusto che sia.
Allora, che ipocrisia è quella di vietare la fecondazione assistita o l’adozione?

Paradossalmente quei bambini sarebbero eccessivamente tutelati, anzi diventerebbero privilegiati, perchè scienza e stato provvedono a ciò che nella vita reale si affida al caso, ovvero la scelta dei genitori…

Dunque l’omosessualità , non essendo una patologia, e neppure una cosa infettiva (ommioddio!) non nuoce in modo alcuno a un bambino… Se così fosse, vorremmo impedire allora ai gay di insegnare nelle scuole?
Vorremmo impedir ai bambini di guardare la tivvù, o leggere Baudelaire magari? Quei bambini si perderebbero davvero un mucchio di cose interessanti… ne sono certa. E te lo dice una che è cresciuta e ha frequentato scuole abbastanza rigide e con mentalità su certi asetti abbastanza “fasciste”… eppure , radicali a parte, l’ho sempre pensata così. Addirittura una volta obbligai la professoressa di religione-un po’ restia- a parlarne in classe…
Scoprendo la diversità e non avendone la fobia- perchè in fondo siamo tutti diversi, ognuno di noi vuol bene in modi assolutamente differenti, etero e omo- chissà quanto più ricco sarebbe il mondo di libertà, di dialogo, di famiglie particolari che convivono e vivono serenamente.
Quel che non condivido ad esempio di quanto Cecchi Paone ha affermato in trasmissione è stato “Non bisogna insistere su questo fatto delle adozioni e del desiderio di avere dei figli, perchè si otterrebbe una brusca frenata, sarebbe controproducente”
I tempi non sono maturi?
Io dico di sì… In fondo anche per il divorzio o l’aborto si diceva così, e invece…
Cos’è, forse qui in Italia abbiam tempi diversi, abbiamo l’effetto “satellite” perciò le cose si recepiscono dopo?
Vaticano a parte, Vaticano che alla fine è dappertutto nei nostri discorsi sui temi libertari, credo che gli italiani stessi debbano prender coscienza che la situazione e le leggi, i diritti, le libertà cambiano e migliorano, solo se lo si vuole davvero. Prendiamo spunto dalla California .

“Tu vuò fà l’americano?…ma sì nato in Italy!”… ma concluderei diversamente la conzone…
“Siente ammè qualcosa c’è da fa……ok napulità!”


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