Adozioni e coppie omosessuali

Vi riproponiamo, aggiungendo e arricchendo il dibattito, e sperando che ci facciate pervenire le vostre impressioni in proposito,uno scambio di battute e di opinioni in queste lettere , vecchie e nuove, comparse sul sito sul tema omossessualità e adozioni. Un ascoltatore proprio ieri ci ha chiesto di riaprire questo discorso e noi lo facciamo volentieri. Vi mostriamo nella foto qui accanto,un "manifesto" nient’affatto libertario che si può facilmente trovare su internet. Alessandro Cipriani ci scrive: Ho conosciuto questo sito grazie ad una trasmissione di Generazione L a radio radicale l’altro ieri, dato che, dopo aver firmato per il referendum, volevo avere più informazioni sulla raccolta appena terminata. Vi faccio comunque i miei migliori auguri, anche se i referendum libertari mi trovano maggiormente d’accordo di quanto non lo facciano i referendum liberisti e liberali, vi ringrazio per il lavoro difficilissimo che avete sostenuto per tutti negli ultimi mesi. Una piccola risposta: So che questa piccola riflessione arriva dopo vari mesi, ma solo ora ho letto le opinioni di Luigi Pavone a proposito delle adozioni. Essendo omosessuale, tuttavia sono stato molto scettico sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali, pensando alle difficoltà che in alcuni casi può avere il bambino a sostenere eventuali attacchi o isolamento da parte di altre famiglie per il fatto di appartenere ad una famiglia diversa, specialmente in alcuni contesti di piccole comunità. Mi sembrava che non fosse arrivato ancora il momento giusto… Ho imparato però che in questi casi si parla, come mi sembra faccia Pavone e come ho fatto io per un pò di tempo, più per un opinione personale, sulla base delle proprie idee o esperienze personali che su dati di fatto. Infatti se Pavone leggesse le numerosissime ricerche fatte in centri di ricerca e università in europa e negli stati uniti, per capire che tipo di impatto ha, sulla serenità e salute psichica dei bambini, il fatto di essere adottati da coppie omosessuali rispetto a quelle etero, noterà che la quasi totalità di esse concludono che non ci sono differenze apprezzabili. Questo è stato ribadito da un alto esponente del governo spagnolo per difendere la scelta coraggiosa che la Spagna sta facendo nei confronti del matrimonio gay e delle adozioni, il quale parlava alcuni giorni fa di oltre 50 ricerche fatte in Spagna e che danno identici risultati. Non ci sono differenze apprezzabili. Mi sembra che questi dati abbiano molta più rilevanza dei nostri personali dubbi. Non mi interessa sapere se Pavone abbia un concetto negativo o meno dell’omoaffettività in genere, è libero di pensare come vuole, ma l’omoaffettività (di persone consenzienti) esiste da sempre, e una società civile deve semplicemente tutelare chi è omosessuale così come farebbe con chi è mancino, al di là dei singoli giudizi. I nati prima degli anni ’60 ricorderanno molti casi di mani legate dietro la schiena per impedire di scrivere con la sinistra. Allora l’opinione prevalente era che non era una cosa normale essere mancini. Oggi considereremmo una violenza inaudita obbligare un bambino a non seguire le proprie naturali inclinazioni a scrivere con la sinistra, ma negli anni 50-60 era ancora considerato "normale" scrivere con la destra…. Analogamente credo che Luigi Pavone si interroghi inutilmente se l’omosessualità sia un disturbo psicosessuale: 1) innanzitutto perche L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già dato un opinione chiara e sicuramente più documentata in questo senso (e cioè che l’omosessualità in sé non è una malattia o una perversione sessuale). 2) inoltre perché l’opinione su "ciò che ragionevolmente ci si deve attendere da un normale sviluppo sessuale" è stata in continua evoluzione negli ultimi 50 anni, e ciò che oggi consideriamo un comportamento che rientra nella normalità, 50 anni fa sarebbe stato considerato al di fuori di un normale sviluppo o comportamento sessuale (vedi uso dei contraccettivi, rapporti pre-matrimoniali per le donne e quant’altro). E’ molto probabile che questa evoluzione del concetto di normalità avvenga anche nei prossimi anni. Credo perciò che Luigi Pavone debba essere più cauto e riflessivo su ciò che afferma. Ciò che importa, comunque, secondo me, al di là delle opinioni personali su ciò che è l’omoaffettività, è imparare ad essere rispettosi, sospendere i giudizi, imparare dalla Chiesa che si è trovata a dover chiedere scusa alle donne, scusa agli ebrei etc etc. per discriminazioni basate su concetti quanto mai fragili di ciò che debba essere la norma o il Bene in una società. Il Tempo sarà maestro… Un caro saluto A.Cipriani


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