Il terrore negli occhi di un bambino

Di Valeria Manieri

Lo sguardo di un bambino, la cosa che più dovrebbe riflettere vita e gioia,almeno nella nostra realtà un po’ più facile da sopportare rispetto ad altre parti del mondo in cui essere bambini è un lusso che a pochi è concesso..è davvero così?Cosa ci dicono gli occhi di un bambino? Come reagiscono, le persone più indifese, davanti a tutto ciò che si sta susseguendo in tv, sui giornali? Anche qui in Italia essere bambini è diventato difficile, anche nelle famiglie, nei quartieri più agiati. Cosa colgono i piccoli osservatori, più attenti di quanto possiamo immaginare,davanti a questa enorme pentola a pressione che ormai è il mondo? Questi bambini stanno crescendo travolti da ciò che non possono controllare e che perfino i grandi faticano a spiegarsi e a risolvere.La nostra generazione e la prossima ha davanti a se un terrore forse più spietato di quello delle brigate rosse e delle crisi internazionali degli anni sessanta, e di quelle che sarebbero susseguite fino agli anni novanta. Una cosa giusta l’ha detta Veltroni la sera della notte bianca e m’ha fatto riflettere: “Regaliamo un po’ di serenità a questi ragazzi, per quanto possibile.La mia generazione ha visto gli uomini che sbarcavano sulla luna.Questa ha visto teste decapitate quasi ogni sera.” Aggiungo alle teste mozzate , ai ricatti psicologici, alle pressioni internazionali, anche torri che crollavano, attentati continui e responsabilità enormi per non giungere al soprassalto del terrorismo.Allo scontro di civiltà cui, nonostante tutto non bisogna credere. Ma gli occhi e le parole di mio padre qualche sera fa mi hanno fatto davvero rattristare. Questa situazione è un peso che tutti noi stiamo subendo e a cui non dobbiamo arrenderci.La nostra generazione deve avere l’onestà e l’intelligenza di sopportare e non cacciare la testa sotto la sabbia,ha il dovere di essere coraggiosa per sé e per gli altri.Anche per i bambini. Loro possono capire, comprendere, vedere tutto l’odio del mondo alla tv.Ma debbono vivere come bambini, come innocenti, devono essere protetti come la speranza più bella e la cosa più dolce che abbiamo, quasi una oasi d’amore, un rifornimento di luce negli occhi quando tutto sembra suggerirti che le cose nel mondo stanno andando male davvero, quando tutto è davvero buio, come la morte e la distruzione. La loro innocenza tuttavia, la nostra riserva di dolcezza, d’amore, di speranza è stata violata. Pensiamo alla tragedia di Beslan. Ma anche a casa nostra qualcosa in loro in noi sta cambiando, inevitabilmente. Parlavo di mio padre prima,già. Mio padre lavora da dirigente per il comune di Roma e da anni si occupa del settore scuole. Tra i mille problemi da cui giornalmente è oberato, c’è una cosa che mi racconta con piacere sempre: quando va negli asili , i bambini piccolini, dai 2 ai 5-6 anni, lo rincorrono, gli sorridono ,scherzano e chiacchierano con lui, con l’allegria ,con la spensieratezza che solo un piccolo può. Questo avveniva spesso,ed è ciò che rende meno faticosa una responsabilità così grande.Scuole sicure, ambienti confortevoli sempre, controlli continui e accurati. Ma l’altra sera mio padre mi ha detto: “ Oggi è stata la prima volta in cui un bambino mi ha guardato con gli occhi sbarrati e spaventati,con gli occhi del terrore.” Giunto per i soliti controlli nelle scuole, attraversando le solite classi, un bambino di 5 anni lo ha fermato, lo ha guardato spaventato,temendo forse chissà cosa e con una richiesta angosciata ha lanciato la sua proccupazione: “Che succede, cosa c’è che non va?…che succede?.. dimmelo!” Mio padre ha rassicurato il bambino, gli ha detto che era tutto apposto, che non c’era nulla di cui preoccuparsi.Che la sua scuola era sicura, perfetta e che poteva giocare sereno. Questo dovrebbe farci capire quali responsabilità abbiamo nei confronti dei bambini, dei più indifesi e forse, nonostante siano i meno a lamentarsi,i più spaventati. I telegiornali gli offrono terrore a tutte le ore:scuole sequestrate, bambini che fuggono, torri che cadono, teste mozzate. Questo aspetto , da me personalmente sottovalutato, mi ha angosciato profondamente, mi ha rattristata, forse più che sapere le vittime e gli scontri che ci sono ogni giorno. Perché il terrore, miete anche questo tipo di vittime. Uccide la spensieratezza dei bambini.


Comments are closed.