Sinistra radicale

Di Filippo Modica

"Io appartengo alla sparutissima schiera di coloro che credono ancora sia dovere di ogni uomo civile prendere la difesa dello Stato laico contro le ingerenze della Chiesa in Parlamento, nella scuola, nella pubblica amministrazione, e ritengono che quest’obiettivo sia, nel nostro paese, più importante di qualsiasi altro – politico, giuridico o economico – in quanto il suo conseguimento costituirebbe la premessa indispensabile per qualsiasi seria riforma di struttura: io sono, cioè, sulle posizioni di quello che la maggior parte degli esponenti della nostra sinistra democratica oggi definisce ”vieto anticlericalismo” e “pregiudizio piccolo-borghese”" Quarant’anni fa, Ernesto Rossi esprimeva da radicale e da uomo di sinistra una linea politica ben precisa: le lotte anticlericali come presupposto di ogni altra riforma. Lo stesso Ernesto Rossi, pochi anni prima, invitava, quasi inascoltato, i radicali ad impegnarsi “con le deboli forze di cui disponiamo (uomini e mezzi) su pochissimi problemi”. Fu la linea della sinistra radicale di Pannella, Bandinelli e Spadaccia, quei giovani che erano più vicini alle idee di Rossi e che dopo la deflagrazione del caso Piccardi (e l’abbandono del partito da parte dei maggiori rappresentanti) “ereditarono” il partito. Quei giovani che avrebbero portato il liberalismo dai salotti della borghesia illuminata ai più bui angoli delle strade frequentati da emarginati, capelloni, hippies, drogati, avanzi di galera. Quei giovani che avrebbero inaugurato una serie di lotte per i diritti civili (divorzio, obiezione di coscienza, voto ai maggiorenni, depenalizzazione del consumo di droghe, aborto tanto per citarne alcune) e che contribuirono in maniera determinante a cambiare l’Italia, a renderla più moderna, tollerante, civile, europea. Erano lotte liberali, laiche, anticlericali, di sinistra (contro il divorzio e l’aborto di classe per esempio). Di questo tipo di lotte, l’Italia di oggi ha estremo bisogno per rimanere al passo degli altri stati europei in materia di libertà personali, su nuovi fronti: fecondazione assistita, libertà di ricerca scientifica, riconoscimento delle coppie di fatto, eutanasia, adozioni accessibili ai single e alle coppie gay, legalizzazione delle droghe leggere, diritti degli omosessuali (tanto per cominciare). Su tutti questi fronti i radicali possono ancora una volta conquistare nuove libertà per tutti a patto che siano considerate prioritarie rispetto ad ogni altro obiettivo. Sarebbe illusorio per i radicali italiani continuare a puntare su un programma di governo completo che nessuna delle forze politiche attuali è in grado di sposare. Ricordiamoci le parole di Ernesto Rossi: l’obiettivo primario, ieri come oggi, non può che essere la difesa della laicità dello Stato; ieri come oggi “con le deboli forze di cui disponiamo (uomini e mezzi)” non possiamo che impegnarci su pochissimi problemi. Ieri come oggi è nostro dovere suonare la sveglia alla sinistra democratica italiana che dimostra ancora fastidi verso i nostri “eccessi” anticlericali non comprendendo che ogni politica di appeasement verso il Vaticano tradisce le stesse aspettative del proprio elettorato. Forse c’è bisogno, oggi come ieri, di una sinistra radicale, quella vera, non quella degli Agnoletto e dei Bertinotti.


Comments are closed.