Il mistero Prestigiacomo

Di Valeria Manieri

La Ministra per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo davvero sarebbe un personaggio che mi piacerebbe seriamente intervistare. Donna al governo che si rivela per me un enorme mistero.Talvolta mi chiedo se non sia una radicale pentita o una persona timorosa di destare le ire di AN e dei vari disegni di partito e delle linee governative evidentemente non laiche che hanno portato a questo quadro bizzarro e inquientante che è il livello di libertà individuali in Italia. Ieri sera osservavo la ministra da Vespa,durante la puntata di Porta a Porta dedicata alla legge sulla fecondazione assistita cui partecipava anche Daniele Capezzone per i Radicali Italiani, il delirante Giovanardi, la Pollastrini dei DS, Padre Sgreccia, vari medici, un esponente della margherita. C’era anche il presidente della Onlus per i malati di talassemia che si definiva stranamente contrario al referendum sostenendo che fosse per la legge che i referendari vorrebbero, lui talassemico non sarebbe nato, sarebbe stato buttato nel cestino. Senza fare finti buonismi, devo dire che anche i malati sanno essere non molto lungimiranti e questo signore malato di talassemia e presidente della Onlus non ha considerato bene cosa significhi realmente la "questione" referendaria e la revisione, se non l’abrogazione totale, di questa legge: la selezione pre -impianto può evitare di impiantare embrioni malati e le cellule staminali possono aiutare a curare chi malato è nato e magari migliorargli la vita. Successivamente si sono accavallate accalorate farneticazioni di Giovanardi e di alcuni medici dell’ospedale di Pavia ove il piccolo Luca è stato curato dalla talassemia grazie ad un impianto di cellule staminali di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane..poi quelle di un’altra "simpatica" dottoressa ricercatrice che dava dati assai improbabili, contrastati tuttavia da un giustamente incredulo biologo lì in studio… insomma, ecco in tutto quel parapiglia , dopo aver ascoltato anche Fabrizio Frizzi, favorevole al referendum e alla ricerca scientifica e il nostro sempre più combattivo Capezzone, devo dire che le motivazioni e i convincimenti migliori durante la puntata contro la legge li ha dati…indovinate chi? Proprio la Ministra Prestigiacomo. La stessa che non vuole e continua a non voler firmare per il referendum… Inizia qui una specie di lettera aperta a Stefania Prestigiacomo, per me un vero enigma "politico-poltronistico"… ma perchè cara Ministra, lei che porta avanti argomentazioni così ben calibrate, come l’incompatibilità dell’attuale legge sulla fecondazione assistita con la 194, la legge sull’interruzione di gravidanza, lei che mette in risalto la libera scelta delle donne, lei che è contro le inutili sofferenze, non fa un bel respiro fondo, non si fa coraggio e prende finalmente parte a questa campagna referendaria? Non importa che lei sia al Governo, questa è una battaglia giusta. E la legge attuale non è assolutamente migliorabile.Si vede che quando ne parla, parla di leggine, proposte, miglioramenti, persino quando parla di no assoluto all’eterologa, non è che ci creda poi tanto. Lei che in passato fece -e fu costretta a tornare sui propri passi- affermazioni liberali sulle coppie di fatto omosessuali, addirittura, dico addirittura, è certamente meno intransigente nei confronti dello "spinello" e affermò, giustamente, che "è come la birra del sabato sera", perchè si ostina a stare dalla parte sbagliata? Forse perchè è Ministro, forse perchè ha timore di perdere la poltrona, forse perchè le sue affermazioni risultano spesso sgraditte ai suoi "compagni"?… Suvvia, non posso crederci. Notoriamente noi donne siamo meno inclini a patti, giochetti di potere, quando una cosa è giusta la si fa e basta. Signora ministra, lei non è un bel faccino che deve restare al suo posto, si faccia coraggio . Dia una bella lezione ai suoi alleati, ricordi loro la parola libertà , laicità, rispetto, diritti.Non suonano familiari lì da quelle parti, oltretutto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Forse, non è ancora troppo tardi.


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