Archive | ottobre, 2004

Aiutate Gaetano!

Da L’articolo -
il quotidiano della Campania

(www.larticolo.it)

Di Giuliana Caso

Il giovane detenuto che rischia di perdere la vista è stato trasferito a sorpresa al penitenziario di Salerno
’’Ora chieda al magistrato misure alternative’’

Giulio Starnini: l’unica strada unica per Gaetano Ruggero è uscire dalla cella e curarsi

Aveva promesso un interessamento, un impegno concreto sulla vicenda di Gaetano, di cui era già a conoscenza. Giulio Starnini, infettivologo, coordinatore nazionale dello staff sanitario del Dipartimento dell’Amministrazione Carceraria, questo impegno lo ha mantenuto. Ecco quello che ci dice, a dieci giorni dalla sua prima intervista rilasciata a questo giornale.

Allora, dottore, cosa ha saputo?

«Mi sono informato sul caso specifico; non dico nulla sulla malattia, per tutelare la sua privacy, ma ho verificato che c’è stato un effettivo interesse sia dello specialista oculista dell’istituto, sia della struttura pubblica».

Quindi Gaetano non è stato visitato solo dai medici del carcere?

«No, anche in due ospedali differenti; tra l’altro ora sto percorrendo un’altra strada: tramite miei amici universitari ospedalieri, sto lavorando per cercare il massimo che Napoli possa offrire, da questo punto di vista, gratuitamente, per avere un altro auterovole parere sulla diagnosi, che è oggettivamente difficile. Non come diagnosi, ma come prognosi».

Dunque lei ha verificato che la situazione è difficile. Ma cosa resta da fare a questo punto?

«Una cosa semplice: perché la persona interessata, tramite il proprio avvocato, non si rapporta con il magistrato di sorveglianza per chiedere misure alternative? Credo che i presupposti ci possano essere tutti. Può ottenere gli arresti domiciliari o altro, se presenta tutti gli incartamenti in suo possesso, come le cartelle cliniche. Non conosco il suo aspetto giudiziario, ma ribadisco potrebbe facilmente ottenere altro tipo di detenzione».

In effetti la sua condanna è a cinque anni, tre dei quali già scontati…

«Appunto. Se tutto questo si tramuta poi in un discorso di misure alternative, come l’affidamento in comunità se ha trascorsi di tossicodipendenza, o ai servizi sociali, si potranno percorrere altre strade, farlo vedere da qualcun’altro…».

Lei stava cercando un illustre oculista napoletano che lo visitasse, ma ora Gaetano è stato trasferito, a Napoli non c’è più.

«L’ho lasciato non più di cinque giorni fa a Poggioreale, e ora è stato trasferito a Salerno? Questo complica la cosa, visto che mi ero attivato su Napoli; non avevo ancora avuto una risposta definitiva da questo professionista, era fuori Napoli, ma mi aveva assicurato che in settimana, se non addirittura domani, l’avrebbe visto. Mi ha aiutato un mio amico, il prof. Pempinello, infettivologo primario del Cotugno. Ho la mia cerchia di amici in tutt’Italia nell’ambito dell’infettivologia, e lui si è attivato, ha creato il contatto con questo medico, che mi doveva dare la conferma di quando l’avrebbe visitato».

E adesso?

«Non saprei, adesso mi muoverò su Salerno, anche se effettivamente rimandarlo lì…c’è già stato, negli ospedali di quella città…a San Giovanni Di Dio e Ruggi D’Aragona, e prima anche in un altro ospedale a Larino. È stato visitato in questi due istituti, e gli hanno confermato la diagnosi. Ha fatto la fluorangiografia. Mi sono premurato di sapere se è stato fatto anche un raffronto tra le varie diagnosi, e stavo tentando di offrirgli il massimo che Napoli offriva. Ora lavorerò su Salerno, se me lo lasciano fermo in un punto…»

La sua patologia è ancora curabile, o operabile?

«Mah, il responso è molto negativo, sembra che tutti gli oculisti che lo hanno visto sono concordi nel dichiarare la non operabilità. Senza entrare nei dettagli, si tratta di una patologia degenerativa, non infettiva, ma molto grave».

Secondo lei come mai da Poggioreale è stato trasferito a Salerno?

«Evidentemente al centro clinico di Poggioreale non possono fare più di quello che hanno già fatto. L’unica cosa che hanno scritto tutti gli oculisti è di continuare con i controlli, anche se secondo gli specialisti non si può fare granché. Riparlerò con il collega Pempinello, gli chiederò se conosce qualcuno anche su Salerno, e vedremo che si può fare».

Lei sta dicendo che in carcere è stato fatto tutto il possibile, e che l’unica possibilità attuale che possa tentare di salvare la vista di Gaetano è cercare quele centro iperspecializzato? Insomma, deve uscire per avere qualche chance di non diventare cieco?

«In pratica sì. Intanto è importante che si ottengano le misure alternative. Conosco il magistrato di sorveglianza di Napoli, viene spesso in Dipartimento, e anch’io gli farò presente il caso».
Giovedì, 28 Ottobre

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Generazione L: ddl Moratti e il futuro della ricerca – AUDIO

- Venerdì 29 ottobre alle 20.30, sempre su Radio Radicale, nuova puntata di Generazione L! Parleremo del disegno di legge del Ministro Moratti per il riordino giuridico dei professori e ricercatori universitari. In occasione dell’uscita del giornale poi, parleremo con Nicola Vono di nonviolenza, quella radicale e quella di Bertinotti e Pecoraro Scanio.

 

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Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Ore 15.25 del 27 ottobre 2004: scoppia a Roma, quartiere Prati, una pioggia torrenziale. Passa di lì Marianna Mascioletti, che, terrorizzata dai tuoni e dai fulmini nonostante abbia 21 anni suonati, decide di rifugiarsi in un cinema dei paraggi.

L’unico film che si proietta a quell’ora, “Se mi lasci ti cancello”, sembra, dal titolo, la solita commedia romantica americana, ma visto che i protagonisti sono Jim Carrey e Kate Winslet, due dei miei attori preferiti, mi decido a spendere questi cinque euri in cambio di due ore al riparo dalla pioggia.

In realtà, scopro, il titolo originale della pellicola è “Eternal sunshine of the spotless mind”, un verso di Alexander Pope* traducibile con “Lo splendore eterno della mente immacolata”, un po’ complesso e vabbè, tradotto da quegli intelligentoni di noi italiani con uno slogan degno delle campagne di Forza Italia. Promette bene.

Comincia. Suona una sveglia, un Jim Carrey semidistrutto (Joel) si alza da uno sbilenco divano-letto, fuori nevica, è San Valentino e lui è solo. Senza capire bene perché, chiede un giorno di malattia al lavoro e prende un treno per una località di mare, dove incontra una spigliata Kate Winslet (Clementine) dai capelli blu, con cui scatta un feeling immediato.

Fin qui, non fosse per la regia fredda e impietosa di Michel Gondry, insolita per un filmetto d’amore, non ci sarebbe nulla di strano, se non un grumo indefinibile di angoscia, forse meglio dire “straniamento”, che scaturisce da ciò che dicono e fanno i personaggi: parole, atti, gesti lievemente illogici, che lasciano disorientato lo spettatore (non il vecchietto accanto a me, però: quello dormiva, russando di gusto, da prima che iniziasse il film). D’altra parte Gondry è stato regista di alcuni video di Bjork, e quindi c’è poco da stupirsi… Ma questo è solo l’antefatto.

Ben presto la storia diventa sempre più simile ad un incubo: Joel scopre che Clementine, dopo una lite, si è sottoposta ad un lavaggio del cervello per cancellarlo dai propri ricordi. Ferito, decide di fare lo stesso, ma, nella notte in cui due tecnici pasticcioni effettuano l’eliminazione dei ricordi dalla sua mente (e in cui, attorno a lui che dorme anestetizzato, succede di tutto di più), il suo inconscio scopre di amare ancora l’imprevedibile Clem’ dalla chioma arcobaleno. Inizia allora una surreale, tragicomica corsa contro il tempo da parte dell’inconscio di Joel, per salvare in qualche punto nascosto del cervello un ricordo di lei. Gli impietosi tecnici e dottori, però, inseguono quei brandelli di memorie, facendo crollare diroccati gli ambienti in cui via via le proiezioni di Joel e Clementine si rifugiano (colpo di genio dello sceneggiatore, magnificamente realizzato dagli scenografi).

La vera e propria trama del film, in effetti, si riduce ai minuti iniziali e finali: il resto è costituito dai ricordi di Joel, i più recenti pessimi, i più remoti, invece, dolci e struggenti. Mille volte le “scene da un matrimonio” evocate nel processo di cancellazione potrebbero scivolare nell’ovvio: lei che vuole un figlio e lui no, lei che parla e lui che non ascolta, lei che beve come un tifoso inglese e lui che si scandalizza, lei che gli comunica tutto quello che le passa per la testa e lui che si chiude a riccio e non parla mai di sé, e prima ancora le cene cinesi sul divano di casa, le parole sussurrate sotto le coperte, i viaggi improvvisati, le notti all’addiaccio perché è più romantico così…chiunque, cinefilo o no, potrebbe recitare pressoché tutta la litania a memoria. Magari i miei e i vostri ricordi belli sono completamente diversi da quelli di Joel; quelli brutti, quelli delle difficoltà e delle incomprensioni, sono sempre, sorprendentemente simili per tutti.

Ma, al di là della storia, il cui finale lascio scoprire a voi, quello che rende tutto originale e che fa riflettere per parecchio tempo dopo che i titoli di coda hanno finito di scorrere è proprio il senso di straniamento di cui parlavo all’inizio. E’ come assistere ad una pièce di teatro dell’assurdo, si vorrebbe ridere ma non si riesce, si vorrebbe essere solo spettatori e invece ci si ritrova trascinati dentro la rappresentazione, e più i fatti rappresentati diventano irreali, illogici, assurdi, più ci si sente proprio malgrado coinvolti, senza capire perché.

E quando arriva la conclusione del film…beh, non riesco a tirare un sospirone di sollievo, perché non posso fare a meno di vedere, dietro l’apparente happy ending, un fondo di inquietudine che rimane e che si può forse riassumere così: nessuno può mai controllare del tutto la propria mente. Il che sembra scontato, ma se solo ci si riflette un po’ di più se ne coglie la portata sconvolgente e destabilizzante. Siamo esseri solo apparentemente razionali, in realtà guidati da forze interiori oscure e incomprensibili anche a chi la mente umana studia: è il nostro inconscio che decide cosa ricordare e cosa dimenticare, e che valore dare a ciascun ricordo. E, pensandoci bene, non è tanto tranquillizzante che la Terra sia solo un puntino nello spazio infinito, e i suoi abitanti non possano vivere in altro modo che lasciandosi controllare da ciò che è dentro di loro e che ciononostante non possono controllare.

E adesso, visto che sono le 3 di notte, beh, la posso anche finire qui.

* Poeta inglese del ’700.

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Barroso: Cambierò il necessario ed il sufficiente, no commenti sui nomi

Il presidente designato della Commissione Ue Jose’ Manuel Durao Barroso e’ intenzionato a ”cambiare il necessario e il sufficiente”. Lo ha detto lo stesso Barroso in un briefing con la stampa, rispondendo alle domande sulla futura composizione della Commissione. Barroso si e’ anche rifiutato di fare commenti su ”nomi specifici”. La conferenza dei capigruppo del Parlamento europeo ha deciso che oggi non ci sara’ alcun voto, neppure sulla richiesta di rinvio fatta dal presidente designato Jose’ Manuel Barroso. I capigruppo hanno anche deciso che, se necessario, l’investitura della nuova Commissione potrebbe slittare a dopo la prossima plenaria prevista in novembre. I rappresentanti dei gruppi, nella loro riunione, hanno preso atto che non c’e'alcuna proposta formale da mettere ai voti, considerando che la presidenza olandese di turno dell’Unione, tramite il suo rappresentante, il ministro per i rapporti con l’Europa Atzo Nicolai, ha informato che, a seguito della richiesta del presidente designato Barroso, sara’ la Commissione presieduta da Romano Prodi a restare in carica. Se il Consiglio europeo conferma Prodi, significa che ritira la presentazione della Commissione Barroso: e’ questa la lettura che permette di superare i regolamenti che imponevano al Parlamento europeo un voto sul nuovo eurogoverno entro il 31 ottobre in modo che potesse insediarsi il primo novembre. Non essendoci stato un voto negativo sulla Commissione non era possibile, senza un’iniziativa dei governi, non procedere al voto sull’investitura. Mentre la seduta e’ intanto ripresa, sono riuniti i membri del Coreper, i rappresetanti permanenti dei 25 a Bruxelles per fissare le prossime mosse del Consiglio. I capigruppo hanno auspicato che Barroso sia in grado di presentare la Commissione nella prossima plenaria del 15-18 novembre, ma non si opporrebbero ad un periodo piu’ ampio. I leader dei gruppi politici, nella loro riunione a porte chiuse, non sono entrati nel merito se il rimpasto deve riguardare solo i portafogli o anche includere la sostituzione di alcuni commissari. BUTTIGLIONE: SONO SERENO, BARROSO NE PUO’ VENIRE FUORI BENE ‘Il mio stato d’animo e’ sereno”. Lo ha detto Rocco Buttiglione ai giornalisti a Strasburgo. Credo che Barroso abbia la possibilita’ di venirne fuori bene e gli faccio i migliori auguri”. Alla domanda se l’augurio a Barroso significa che pensa di far parte anche lui della nuova commissione, Buttiglione non ha risposto. Il Commissario designato si e’ limitato a ribadire di essere ”sereno” e di non volere fare nessun commento sul suo futuro. UE: BARROSO CHIEDE UN RINVIO, ‘HO BISOGNO DI PIU’ TEMPO’ Alla fine il presidente designato della Commissione Ue Jose’ Manuel Durao Barroso ha dovuto riconoscere che cosi’ come si erano messe le cose oggi, la sua squadra non avrebbe avuto i numeri sufficienti per essere approvata del Parlamento europeo. Dopo un giro febbrile di consultazioni con i presidenti dei principali gruppi parlamentari e col Consiglio Europeo, Barroso si e’ presentato in aula per chiedere al Parlamento piu’ tempo. ”Sono giunto alla conclusione – ha detto Barroso – che se si votasse oggi l’esito non sarebbe positivo per le istituzioni europee o per il progetto europeo. In queste circostanze ho deciso di non sottoporre la nuova Commissione alla vostra approvazione oggi. Ho bisogno di piu’ tempo per esaminare la questione e consultarmi oltre con il Consiglio Europeo in modo tale che possiamo avere un forte sostegno alla nuova Commissione, una volta che verra’ approvata”. Barroso ha dato atto che il Parlamento europeo ”eletto con un voto popolare in tutti gli Stati membri, ha un ruolo vitale da svolgere nel governo dell’Europa”. Le parole di Barroso sono state piu’ volte accolte da applausi dai banchi dei gruppi che avevano deciso di schierarsi per il no alla Commissione. La seduta riprende alle 12:00. Il capogruppo dei Popolari Hans Gert Poettering ha gia’ ribadito che il suo gruppo e’ contrario al cambio di un solo portafoglio ed ha acconsentito ad un rinvio per favorire la nascita di una Commissione forte.

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Oscurantismi e buttiglioni

La lettera di Pannella a Barroso

“Respinta sia la candidatura di Rocco Buttiglione come commissario europeo che quella a vicepresidente dell’esecutivo.
La decisione della commissione giustizia, libertà pubbliche e sicurezza dell’Europarlamento non è vincolante, ma potrebbe influire sulla decisione di Barroso e apre scenari imprevedibili. La valutazione sulla Commissione nel suo insieme è prevista per il 27 ottobre.”

E insomma, per una volta i cattolici in politica devono incassare una sconfitta.
Visto che, però, i nostri sono abituati a stravincere, ad agire al di sopra della legge, ad imporre la loro visione morale con la forza e con l’astuzia, a convertire chi vuole e chi non vuole, beh, non si può dire che siano capaci di perdere sportivamente.

Pensate: non hanno trovato di meglio che accusare chi, come Pannella, si è opposto alla nomina di Buttiglione a commissario europeo di “oscurantismo”.

Ma scusate, verrebbe da chiedere, l’Inquisizione, i conquistadores, i roghi, Giordano Bruno, Copernico, Galileo, gli ebrei accusati di deicidio, la proibizione delle autopsie, il dogma dell’infallibilità del Papa, l’Index Librorum Prohibitorum, e l’aborto no, e il divorzio no, e il preservativo no, e la pillola nemmeno, e la fecondazione assistita meno che mai, e la ricerca scientifica sì ma solo a patto che non serva a nulla, e il popolo va guidato, e la sofferenza è necessaria perché avvicina a Dio quindi la morfina, cari ammalati, col cacchio che ve la diamo, e poi gli oscurantisti saremmo noi?

Senza contare, poi, tutto il parlare che fanno dell’ “umiltà” quale virtù cristiana per eccellenza; virtù di cui però, mi sembra, Buttiglione e i suoi non stiano dando grande sfoggio. Anzi, al contrario, si lamentano come bambini a cui la maestra abbia proibito di recitare la poesia.
Cos’è, regole, precetti e amorevoli consigli valgono solo per gli altri? “Bisognerebbe essere un po’ più umili” solo quando si parla delle certezze della scienza contro le speranze, imposte e istituzionalizzate, della fede?

Mi permetto di lanciare, attraverso una canzone di Angelo Branduardi che traduce in musica un significativo passo dell’Ecclesiaste, un monito al mancato commissario. Che c’è di strano? Di solito è lui che lancia moniti a destra e a manca, oggi, visto che si è scoperto che i veri innovatori, quelli all’avanguardia, sono loro, l’oscurantista la faccio io.

Marianna Mascioletti

“Vanità di vanità”, Angelo Branduardi

Vai cercando qua, vai cercando là, ma quando la morte ti coglierà
che ti resterà delle tue voglie, vanità di vanità
Sei felice sei nei piaceri tuoi, godendo solo d’argento e d’oro
alla fine che ti resterà, vanità di vanità.
Va cercando qua va cercando là, seguendo sempre felicità
sono allegro e senza affanni, vanità di vanità.

Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.

Tutto vanità solo vanità, vivete con gioia e semplicità
state buoni se potete, tutto il resto è vanità.
Tutto vanità solo vanità, lodate il Signore con umiltà
a Lui date tutto l’amore, nulla più vi mancherà.

Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.

Tutto vanità solo vanità, vivete con gioia e semplicità
state buoni se potete, tutto il resto è vanità.
Tutto vanità solo vanità, lodate il Signore con umiltà
a Lui date tutto l’amore, nulla più vi mancherà.

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LYMEC: il Parlamento europeo ha il dovere di votare contro la Commissione Barroso

In vista del voto di fiducia che il parlamento esprimerà il 27 ottobre sulla Commissione designata da Barroso, la Lymec, associazione di giovani liberali aderente all’ELDR, si dichiara contraria alla squadra proposta e invita il Parlamento Europeo a votare contro la Commissione stessa. Punto critico è sempre Rocco Buttiglione e le sue posizioni inaccettabili su diritti degli omosessuali, immigrazione e ruolo delle donne, che la Lymec giudica inaccettabili per dei liberali e che, a detta dell’associazione, dimostra che il politico italiano non è persona competente per l’incarico proposto. Riconoscendo tristemente che Barroso non lascia alternative politiche i giovani liberali europei considerano vitale per tutti i liberali e democratici prendere nette distanze da questa decisione.

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“Le elezioni”di Gaber

Giorgio Gaber
Le Elezioni

Generalmente mi ricordo

una domenica di sole

una mattina molto bella

un’aria già primaverile

in cui ti senti più pulito

anche la strada è più pulita

senza schiamazzi e senza suoni

chissà perché non piove mai

quando ci sono le elezioni.

Una curiosa sensazione

che rassomiglia un po’ a un esame

di cui non senti la paura

ma una leggera eccitazione

e poi la gente per la strada

li vedo tutti più educati

sembrano anche un po’ più buoni

ed è più bella anche la scuola

quando ci sono le elezioni.

Persino nei carabinieri

c’è un’aria più rassicurante

ma mi ci vuole un certo sforzo

per presentarmi con coraggio

c’è un gran silenzio nel mio seggio

un senso d’ordine e di pulizia.

Democrazia!

Mi danno in mano un paio di schede

e una bellissima matita

lunga, sottile, marroncina

perfettamente temperata

e vado verso la cabina

volutamente disinvolto

per non tradire le emozioni

e faccio un segno sul mio segno

come son giuste le elezioni.

è proprio vero che fa bene

un po’ di partecipazione

con cura piego le due schede

e guardo ancora la matita

così perfetta e temperata

io quasi quasi me la porto via.

Democrazia!

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Ecclesia in Europa

<b>di Luigi Pavone</b>

Il caso Buttiglione.
Al parlamento europeo l’on. Rocco Buttiglione non ha avuto peli sulla lingua. Difende coraggiosamente le proprie opinioni. Dice che l’omosessualità è peccato. Cita Kant. Altro è la politica e il diritto – afferma –, altro la morale; e con questa distinzione, garante Kant, si guadagna tra l’altro la difesa di molti osservatori laici, anche e forse soprattutto liberali, che hanno definito inquisitorio l’atteggiamento del parlamento europeo.
L’on. Buttiglione è un filosofo. Allievo di A. Del Noce. E quando cita un filosofo come Kant, lo fa con grande cognizione di causa. Difatti questa citazione non è in contrasto con la sua accettazione della dottrina sociale e politica della Chiesa cattolica. Il modo in cui Kant intende il rapporto tra politica e diritto, da un lato, e morale dall’altro, è profondamente in sintonia con il modo in cui la dottrina cattolica intende il rapporto tra ragione e fede, Stato e Chiesa.
Ecclesia in Europa è il titolo di un documento ecclesiastico sotto forma di esortazione postsinodale firmato da Giovanni Paolo II. Il testo esprime preoccupazioni per la diffusione di una antropologia senza Cristo. E per quanto attiene al futuro degli Stati europei, indica i limiti di una politica incapace di superare l’ambito intramondano delle finalità. Qui non c’è vera speranza. E non c’è coraggio. In fondo è la critica che il filosofo francese J. Maritain – e la filosofia scolastica in generale – rivolge al machiavellismo, cioè a tutte le filosofie politiche che nell’agire politico scorgono soltanto la dimensione utilitaria. È un documento fondamentale per capire ciò che la Chiesa cattolica vuole e talvolta ottiene dalla politica italiana o europea.
Indubbiamente Buttiglione non sottoscrive il machiavellismo. Egli avverte l’importanza, per la stessa sopravvivenza della democrazia, in Europa come altrove, della questione relativa al rapporto tra politica e morale. Da questo punto di vista è certamente un kantiano.
Nei suoi scritti politici Kant sostiene che la politica intanto non è in contraddizione con l’imperativo categorico, in quanto non è interamente riconducibile alle c.d. regole della prudenza: la politica esorbita la ragion pratica motivata sensibilmente. Anche la politica, come ogni altra forma di agire, deve essere subordinata a quelli che sono gli interessi dell’imperativo categorico. Ovviamente in un’ottica data da una concezione formale dell’etica, che segue alla critica della metafisica come scienza, e per conseguenza della possibilità di una fondazione metafisica dei valori.
Se non che, per Buttiglione l’antimetafisicismo della filosofia contemporanea è una scelta che può essere revocata. E di colpo la forma dell’imperativo etico si riempie della Rivelazione divina, e la politica subordinata all’imperativo categorico si trasforma in una politica subordinata alla morale cattolica.
La citazione di Kant ha dunque un senso preciso. Citando Kant, Buttiglione fa sapere che non c’è vera politica senza morale cattolica. L’ambito per altro delle libertà civili è un ambito in cui questo progetto politico può realizzarsi con maggiore intensità e frequenza.

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Prendetevi cura di Gaetano!

Da L’Articolo-Il quotidiano della Campania (www.larticolo.it)

La Regione: Prendetevi cura di Gaetano

L’assessorato alla Sanità chiederà informazioni sulla vicenda al direttore di Poggioreale

di Giuliana Caso

Dall’oscurità della cella di una prigione alla ribalta degli uffici della Presidenza della Regione Campania; la storia di Gaetano Ruggero, detenuto nel padiglione Napoli del carcere di Poggioreale, è arrivata nelle stanze di vertice di via Santa Lucia, e finalmente qualcosa, anche a livello locale, si muove.La storia del giovane carcerato recluso nel penitenziario napoletano che per mancanza di cure ha già perso un occhio e ora rischia di perdere anche l’altro, resa da nota da Radio Radicale e rilanciata da questo giornale, ha provocato l’interessamento personale di Antonio Bassolino, che a sua volta ha chiesto all’assessorato alla Sanità di farsi carico del problema. Dunque, l’Istituzione si mobilita, per il momento, per avere il quadro chiaro della situazione e, poi, intervenire per consentire a Gaetano Ruggero di poter aver accesso alle cure. Nei giorni scorsi, anche a seguito della campagna avviata dall’Articolo, si è messa in moto la macchina burocratica regionale; dal settore Fasce Deboli dell’area Assistenza Sanitaria compresa nell’assessorato alla Sanità, sono partite le prime telefonate informali per raccogliere elementi sulla situazione reale di Gaetano Ruggero. Ma l’impenetrabilità del carcere non è stata scalfita nemmeno dall’autorità regionale, che si è trovata davanti il solito muro di gomma e di burocrazia. E allora, per usare le uniche chiavi in grado di aprire le porte del carcere, l’assessorato alla Sanità sta in queste ore predisponendo una lettera ufficiale, indirizzata al direttore della casa circondariale Salvatore Acerra, in cui formalmente si chiedono infomazioni dettagliate sullo stato di salute del detenuto Ruggero. In questo caso, il direttore dovrà “formalmente” rispondere, e spiegare se è vero che, nonostante Ruggero sia stato trasferito presso il più grande carcere campano proprio perché dotato di centro clinico, pare che a tuttoggi ancora non riceva le cure necessarie a salvargli la vista. Il direttore Acerra, intanto, dovrà anche rispondere al ministro della Giustizia Roberto Castelli, il quale a sua volta è chiamato ad interessarsi della vicenda visto che una interrogazione parlamentare a firma di quattro deputati diessini gliene chiede conto. Insomma della storia di Gaetano adesso sono in tanti ad occuparsi, il che lascia sperare in una soluzione positiva in tempi che devono essere necessariamente brevi, visto il progredire della malattia. Condannato a cinque anni, il trentaquattrenne Gaetano Ruggero sconta la prima parte della sua pena in un carcere del Molise, dove contrae, forse per una infezione virale, una grave malattia al nervo ottico. La patologia, con ogni probabilità non curata adeguatamente, si aggrava; Gaetano perde la vista all’occhio destro, ma anche quello sinistro comincia a mostrare sintomi analoghi. Una perizia di parte effettuata da due medici oculisti evidenzia la necessità di cure migliori, impossibili ad effettuare in quella sede. Ruggero viene dunque trasferito a Poggioreale, perché la struttura è fornita di un centro clinico che è a metà tra un ambulatorio e una corsia di ospedale. Ma, a sentire le continue denunce della famiglia, la situazione non cambia granché. Gaetano non si troverebbe al centro clinico, bensì nel famigerato padiglione Napoli, secondo gli addetti ai lavori forse il peggiore dell’intero penitenziario. Ora, pare che la cortina di fumo in cui sembra avvolta la vicenda di Ruggero si stia diradando. Con il nostro giornale, alcuni giorni fa, anche il coordinatore dello staff sanitario dell’amministrazione penitenziaria Giulio Starnini aveva preso un impegno preciso: affrontare questa storia e, possibilmente, risolverla, ma anche lavorare perchè nelle carceri il diritto alla salute non sia più solo un optional; per tutti, e non solo per chi è al centro di un’ interrogazione parlamentare.
Lunedì, 25 Ottobre

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Lavoro: stop ai co.co.co, solo contratti a progetto

Da oggi i contratti di collaborazione coordinata e continuativa vengono sostituiti definitivamente dai contratti a progetto previsti dalla Legge Biagi approvata nell’autunno del 2003. Addio ai co.co.co, pertanto: la conferma è arrivata due giorni fa dallo stesso ministro del Welfare, Roberto Maroni, che ha escluso ogni possibile proroga della riforma, nonostante siano molte le imprese che la chiedono.

Le collaborazioni coordinate e continuative, ha spiegato più volte il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, sono il “vero buco nero quando nascondono un’odiosa forma di precarizzazione”. Alcune aziende, infatti, in questi anni hanno abusato di questa forma di contratto, applicandolo anche a lavoratori con un ruolo pienamente assimilabile a quello dei dipendenti regolarmente assunti. L’obiettivo, dunque, è quello di fare chiarezza eliminando la “patologia” del lavoro subordinato mascherato da contratto co.co.co.

Con le nuove regole, dice infatti la circolare, “i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso sono considerati rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto”. I nuovi rapporti di collaborazione non occasionale, dunque, dovranno essere “riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato”. A un anno dall’entrata in vigore del decreto attuativo della Legge Biagi (23 ottobre 2003), dunque, anche gli ultimi scampoli di contratti co.co.co devono sparire. La legge prevedeva infatti un regime transitorio per le collaborazioni già stipulate al 23 ottobre dell’anno scorso, che per i successivi 12 mesi sono rimaste in piedi. Anche se in caso di accordo aziendale con il quale il datore di lavoro contratta con i sindacati la transizione di questi lavoratori verso il lavoro a progetto o verso quello subordinato, i tempi per adeguarsi si allungano.

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Rolling Stones: Angie

ROLLING STONES – ANGIE

Oh, Angie, oh, Angie, when will those dark clouds disappear?
Angie, Angie, where will it lead us from here?
With no loving in our souls and no money in our coats
You can’t say we’re satisfied
But Angie, Angie, you can’t say we never tried

Angie, you’re beautiful, but ain’t it time we say goodbye?
Angie, I still love you, remember all those nights we cried

All the dreams we held so close seemed to all go up in smoke
Let me whisper in your ear
Angie, Angie, where will it lead us from here?
Oh, Angie, don’t you weep, all your kisses still taste sweet
I hate that sadness in your eyes
But Angie, Angie, ain’t it time we say goodbye?

With no loving in our souls and no money in our coats
You can’t say we’re satisfied
But Angie, I still love you baby, everywhere I look I see your eyes
There ain’t woman that comes close to you, come on baby, dry your eyes

But Angie, Angie ain’t it good to be alive?
Angie, Angie, they can’t say we never tried

Oh Angie, oh Angie, quando scompariranno quelle nuvole scure?
Angie, Angie, dove ci condurrà il destino da qui?
Senza amore nelle nostre anime né soldi nei nostri cappotti
Non puoi dire che siamo soddisfatti
Ma Angie, Angie, non puoi dire che non ci abbiamo mai provato

Angie, sei bella, ma non fu quello il momento in cui ci dicemmo addio?
Angie, io ti amo ancora, ricorda tutte quelle notti in cui abbiamo pianto

Tutti i sogni che tenevamo così vicini sembravano svanire tutti in fumo
Lasciami sussurrare nelle tue orecchie
Angie, Angie, dove ci condurrà il destino da qui?
Oh Angie, non gemere, tutti i tuoi baci sono ancora dolci
Odio quella tristezza nei tuoi occhi
Ma Angie, Angie, non fu quello il momento in cui ci dicemmo addio?

Senza amore nelle nostre anime né soldi nei nostri cappotti
Non puoi dire che siamo soddisfatti
Ma Angie, io ti amo ancora, piccola, dovunque guardo vedo i tuoi occhi
Non esiste donna che si avvicini a te, forza, piccola, asciugati gli occhi

Ma Angie, Angie, non è un bene essere vivi?
Angie, Angie, non possono dire che non ci abbiamo mai provato

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Quelle serate da Rolling Stones…

ROLLING STONES – SYMPATHY FOR THE DEVIL

Please allow me to introduce myself
I’m a man of wealth and taste
I’ve been around for a long long year
Stolen many men’s soul and faith
I was around when Jesus Christ
Had His moment of doubt and pain
Made damn sure that Pilate
Washed his hands and sealed His fate

[Chorus]

Pleased to meet you
Hope you guess my name
But what’s puzzling you
Is the nature of my game

Stuck around Saint Petersburg
When I saw it was a time for a change
Killed the tsar and his ministers
Anastasia screamed in vain
I rode a tank held a gen’rals rank
When the blitzkrieg raged and the bodies stank

[Chorus]

I watched the glee while your kings and queens
Fought for ten decades for the Gods they made
I shouted out “Who killed the Kennedys?”
When after all it was you and me
Let me please introduce myself
I’m a man of wealth and taste
And I lay traps for troubadours
Who get killed before they reach Bombay

[Chorus]

Just as every cop is a criminal and all the sinners saints
As heads is tails, just call me Lucifer
’cause I’m in need of some restraint
So if you meet me, have some courtesy
Have some sympathy and some taste
Use all your well learned politesse
Or I’ll lay your soul to waste

[Chorus]

Per favore, permettimi di presentarmi
Sono un uomo di ricchezza e buongusto
Sono stato via per un lungo lungo anno
Ho rapito le anime e le fedi di molte persone
Ero via quando Gesù Cristo
Ha avuto il Suo momento di dubbio e dolore
Mi sono assicurato che Pilato
Se ne lavasse le mani e confermasse il Suo destino

[Ritornello]

Piacere di conoscerti
Spero che tu indovini il mio nome
Ma ciò che ti confonde
È la natura del mio gioco

Sono stato bloccato vicino San Pietroburgo
Quando vidi che era tempo di un cambiamento
Ho ucciso lo zar e i suoi ministri
Anastasia ha urlato invano
Ho guidato un carro armato e tenuto la carica di generale
Mentre i bombardamenti tuonavano e i corpi puzzavano

[Ritornello]

Ho osservato la felicità mentre i vostre re e regine
Combattevano per dieci decadi per gli dei che avevano creato
Ho gridato “Chi ha ucciso i Kennedy?”
Quando dopotutto siamo stati tu e io
Per favore, permettimi di presentarmi
Sono un uomo di ricchezza e buongusto
E dispongo trappole per i trovatori
Che vengono ammazzati prima che raggiungano Bombay

[Ritornello]

Proprio come ogni poliziotto è un criminale e tutti i peccatori sono santi
Come le teste sono code, chiamami semplicemente Lucifero
Perché ho bisogno di qualche limite
Quindi, se mi incontri, abbi la cortesia
Di avere un po’ di compassione e di tatto
Usa tutta la tua educata politesse
O getterò la tua anima ai rifiuti

[Ritornello]

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