La speranza è nell’uomo

“La speranza è nell’uomo” diceva Nazim Hikmet in una delle sue più significative poesie. Credo alle sue parole. Voglio credere che queste parole non siano soltanto inutili sentenze. Per Hikmet non lo erano. E non devono esserlo neanche per noi. Soprattutto in questo momento in cui le azioni dell’uomo non sono tali da conquistare la nostra fiducia. Non lo sono quelle degli israeliani come quelle dei palestinesi, non lo sono le minacce dei terroristi né gli attacchi degli eserciti che stanno per cadere – o meglio sono già caduti – in un circolo vizioso dove si aggiunge violenza alla violenza e dove, per questo motivo, i “nemici” dell’Occidente e quelli dell’Oriente finiscono per cedere agli stessi orrendi atti di repressione. A quale soluzione potremo aspirare? Il grande filosofo Levinas ci inviterebbe a guardare il “volto” dell’Altro, l’unico strumento che l’uomo possiede per esporsi nella sua “nudità”, immune da qualsiasi forma di violenza, come indice dell’impossibilità dell’io di dominare l’altrui coscienza e libertà. Per Levinas basterebbe soltanto guardare gli occhi di chi ci sta davanti, essere consapevoli della nostra responsabilità nei confronti di chi ci sta intorno, riuscire a coniugare ragione, linguaggio e morale per estraniare ogni forma di violenza dalle nostre azioni. Perché l’uomo non è solo in questo mondo. Ma oggi sembrerebbe volerlo diventare, come se fosse spinto da un impulso di morte e distruzione che ha incanalato la società nella via del Thanatos. Questo è “Il disagio della civiltà” direbbe Freud. Che fare dunque? Io proporrei di affidarci a Hikmet che nonostante la sua inquieta vita e gli orrori di cui fu testimone ha avuto il coraggio di credere ancora nelle potenzialità e nelle possibilità dell’uomo di agire indipendentemente dal proprio egoismo e dal desiderio di vendetta. Nonostante tutto! GIRANO GIRANO I REATTORI ATOMICI Nazim Hikmet Girano girano i reattori atomici le lune artificiali passano a sol levante a al levarsi del sole, i camion dell’immondezza raccattan morti sui marciapiedi cadaveri di affamati cadaveri di disoccupati girano girano i reattori atomici le lune artificiali passano a sol levante e al levarsi del sole, famiglie di braccianti uomo, donna, asino, aratro di legno l’asino e la donna attaccati all’aratro arano la terra, la terra grande come la mia mano. Girano girano i reattori atomici le lune artificiale passano a sol levante e al levarsi del sole, una bambina muore una bambina giapponese a Hiroshima dodici anni e numerata né meningite né difterite muore nel ’58 una piccola giapponese a Hiroshima per essere nata nel ’45 […] girano girano i reattori atomici le lune artificiali a sol levante e al levarsi del sole, l’autista negro è appeso all’albero, sul lato della strada; l’innaffiano di petrolio, lo bruciano, poi uno va a bere il suo caffè l’altro a farsi radere dal barbiere un altro apre il negozio di buon’ora un altro ancora bacia in fronte la figlia […] girano girano i reattori atomici le lune artificiali passano a sol levante e quando il sole si leva sui petali di rosa e sui prati, piloti silenziosi carican bombe H sugli aerei a reazione; e al levarsi del sole al levarsi del sole studenti e operai vengono falciati con le mitragliatrici e anche le acacie dei viali e le finestre e i fiori sul balcone; e al levarsi del sole l’uomo di Stato ritorna al suo palazzo dopo il ricevimento e al levarsi del sole gli uccelli cantano e al levarsi del sole al levarsi del sole una giovane madre allatta il suo bambino […] Girano girano i reattori atomici le lune artificiali passano a sol levante e al levarsi del sole, non c’è la speranza? la speranza, la speranza, la speranza la speranza è nell’uomo.


Comments are closed.