La bottiglia? E’ dietro l’angolo

Da Il messaggero del 6 settembre 2004

Una birra in bottiglia? «Qui non si può, ma le diamo un buono per ritirarla al pub dietro l’angolo, dove non è vietato». È il nuovo paradosso delle serate alcoliche di Campo de’ Fiori, da quando il prefetto di Roma Achille Serra ha firmato la nuova ordinanza che vieta la vendita di bevande da asporto in contenitori di vetro soltanto ad alcune strade e piazze del centro storico, scelte tra quelle di maggiore pregio e afflusso notturno. I gestori si adeguano all’arte di arrangiarsi e, pur di accontentare i propri clienti senza violare la legge, si armano di piante topografiche e fantasia. E il vetro torna nella piazza simbolo della nightlife romana. Soprattutto il sabato sera, quando la fiumana di giovani che scorrazza intorno alla statua di Giordano Bruno è particolarmente nutrita, tra romani rientrati in città (o mai partiti) e turisti che continuano a godersi la lunga estate nella Capitale. Così a chi chiede una birra Tennent’s in bottiglia in un locale nei pressi dell’angolo tra Campo de’Fiori e piazza della Cancelleria, viene rilasciato un ticket con il timbro del locale e la bevanda scelta. Ma con una disposizione ben precisa. «Noi non possiamo vendere bottiglie di vetro dopo le 22 – spiegano – ma può ritirare la sua al pub nella strada a fianco, verso corso Vittorio». Un locale fuori dalla zona “rossa”, e quindi autorizzato a soddisfare le esigenze degli amanti delle bevute a canna . e Poco importa se basta fare pochi metri per riportare il vetro nel cuore della movida . Rispetto alla prima fase del blocco, che era estesa a tutto il territorio del I Municipio, Campo de’ Fiori non è più zona off-limits per le bottiglie. Anche se non ci sono i tappeti di vetro di una volta, né sono tornate le partite di vaiolance e i lanci contro i vigili urbani, sempre presenti nelle ore calde. «A questo punto è sempre più assurdo che il prefetto vieti soltanto a noi di venderle», dice il titolare di uno dei pub più frequentati, sul lato di via dei Baullari. «Sono sempre stato contrario al divieto – aggiunge il gestore – Ma se prima poteva avere un senso, anche se discutibile, adesso diventa soltanto discriminatorio nei confronti dei locali della piazza. Già paghiamo tantissimo di tasse per stare qui, non è giusto subire anche questi provvedimenti mirati». L’assessore al commercio Daniela Valentini, che aveva firmato un’ordinanza analoga a quella del prefetto, poi bocciata dal Tar, difende il provvedimento di Serra. «È molto equilibrato e contempera le esigenze di tutti», ha ribadito più di una volta l’esponente della giunta capitolina. Sullo stesso fronte anche l’Associazione degli abitanti del centro storico, secondo cui «il divieto dovrebbe essere generalizzato». Ma le associazioni di categoria dei gestori sono sul piede di guerra. «Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco Veltroni – dice il presidente della Confcommercio romana Antonio Nori – per discutere sul problema prima della Notte bianca. Poi andremo dal prefetto per chiedergli di revocare la sua ordinanza, viste anche le considerazioni di merito fatte dal Tar nella sentenza sul provvedimento del Comune». Nori ha già da tempo lanciato l’idea di un servizio di raccolta delle bottiglie di vetro organizzato degli stessi commercianti della zona. La Fiepet-Confesercenti, intanto, continua la sua raccolta di firme tra i gestori dei pubblici esercizi di tutte le strade e le piazze interessate all’ordinanza di Serra.


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