Cecenia: rilasciati ventisei ostaggi

Firmiamo l’appello per un intervento delle Nazioni unite in Cecenia

Ventisei ostaggi, tra donne e bambini sono stati liberati nella scuola di Beslan, in Ossezia del Nord. Sembrano tutti in buono stato di salute. Soltanto una donna e un neonato sono stati accompagnati in ospedale. Gli ostaggi sono stati fatti allontanare dall’edificio a bordo dell’automobile del governatore dell’Inguscezia, Ruslan Aushev. Intanto, tre esplosioni poche ore fa avevano fatto temere il peggio. Il capo dei servizi segreti, Valery Andreyev, ha escluso l’uso della forza per evitare di mettere a repentaglio la vita di tanti innocenti. Visione confermata dallo stesso presidente russo, Putin, che si è detto pronto ad ogni sforzo pur di salvare gli ostaggi. I sequestratori non sembrano, dunque, disposti a cedere. Hanno parlato chiaro, ieri, e minacciando una strage di innocenti hanno avanzato le loro richieste: nessun ostaggio verrà rilasciato se gli eserciti russi non abbandoneranno la Cecenia e se non si procederà al rilascio di alcuni guerriglieri. Qualsiasi tentativo di attacco da parte dell’esercito governativo potrà avere tragiche conseguenze: "50 bambini per ogni guerrigliero ucciso e 20 per ogni ferito" è infatti il messaggio lanciato dagli uomini del commando armato per costringere le autorità russe a ridurre l’assedio intorno all’edificio scolastico. Dovremo ancora una volta ritrovarci a piagnucolare che "Pannella aveva ragione"? Dovremo ancora una volta rammaricarci che i Radicali non siano stati ascoltati, che il loro ennesimo appello non sia stato divulgato, fatto conoscere, fatto firmare? Il mondo dovrà ancora una volta piangere sul latte versato? E i Radicali, noi, siamo condannati a interpretare per sempre il ruolo di Cassandra? Speriamo di no. Speriamo che il mondo sia ancora in tempo per ascoltarci, che la strage possa essere risolta. Marianna Mascioletti


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