Giù le mani da Croce, per favore!

Di Luigi Pavone

“Vedo in alcuni giornali l’asserzione che io abbia votato a favore dell’articolo 7 del disegno di Costituzione. Io parlai alla Costituente nel modo più netto contro l’inserzione dei Patti Lateranensi nella Costituzione, che stimai e stimo una mostruosità giuridica. Il mio voto era già incluso in questo giudizio, e perciò, di necessità, negativo.” B. Croce Il dibattito intorno alla possibilità di inserire nel trattato costituzionale europeo un esplicito riferimento al Cristianesimo o ai valori cristiani – possibilità sfumata, anche per la decisa opposizione francese – ha sollevato la questione delle radici cristiane della storia culturale e politica europea. I toni polemici hanno spesso offuscato la riflessione. Si è detto di tutto. E, a sostegno della proposta cristocentrica, nel bailamme generale non poteva mancare un rimando a Croce e al suo celebre saggio sul Cristianesimo. Il testo è tanto celebre quanto sconosciuto, o comunque frainteso. Stante il clima culturale italiano, incapace di pensare l’attualità di Croce, la cosa non stupisce affatto. Nonostante numerosi studi sul pensiero crociano, in Italia, come all’estero, la filosofia di Croce è di fatto bistrattata. Di Gentile poi… neanche a parlarne. Gentile è italiano, e per di più fu fascista. Altra sorte in Italia ha avuto però l’opera del filosofo tedesco Heidegger. Croce non esitò a definire scema la prolusione heideggeriana su L’autoaffermazione dell’università tedesca. "Un esempio di servaggio filosofico". Qualcosa di simile si sperimentava in Italia con l’attualismo e il fascismo. Ciononostante ad Heidegger riconosceva una certa profondità speculativa. Peccato che lo stesso non si possa dire degli heideggeriani di oggi. Dopo questa parentesi sull’autolesionismo ormai proverbiale degli italiani, veniamo al punto, e cioè a Croce e ai suoi rapporti con il Cristianesimo, in un quadro generale di riferimento che è quello dato dalla Logica, in cui il filosofo scrive che la religione, quale che essa sia, Cristianesimo o altro, è errore, cattiva filosofia, filosofia fallace. E allora in che senso non possiamo non dirci cristiani? Secondo Croce il Cristianesimo ha contribuito in modo decisivo al progresso della civiltà e della filosofia. All’idea greca di Umanità sostituisce un’idea diversa, l’idea di una nuova Umanità attraversata dal peccato originale e profondamente scissa tra la carne e lo spirito, così preparando una nuova sintesi, in luogo della unità indistinta affermata dalla filosofia greca, e così contribuendo al pensamento della realtà come realtà storica assoluta. Riconoscere questo grande contributo non doveva significare la negazione dell’autonomia della ragion pratica e in specie del diritto – autonomia che a fatica il pensiero era riuscito ad ottenere. Per questo si oppose con fermezza alla introduzione dei Patti Lateranensi nella Costituzione. E si oppose altresì all’idea di insegnamento della dottrina cattolica quale perfezionamento dell’istruzione pubblica, in quanto lesiva della dignità del pensiero. In Croce c’è dunque quanto basta per poter dire che egli avrebbe certamente osteggiato e giudicato una mostruosità giuridica anche l’introduzione nel trattato costituzionale europeo di un riferimento alle radici cristiane, pur senza negare tali radici. C’è un altro aspetto della filosofia di Croce che ci induce a pensare questo. E’ un leitmotiv che attraversa l’intera parabola speculativa crociana e che fu motivo di contrasto con Gentile: tra il teoretico e il pratico non c’è opposizione, ma distinzione – distinzione che secondo Gentile riproponeva in altra forma il vecchio dualismo di spirito e materia. Ma su questo sorvoliamo. Alla luce di questa distinzione, si deve dire che ogni trattato costituzionale è un atto o un documento di carattere pratico. Ha cioè forma pratica. Tale forma investe tutti i suoi contenuti. Ed è proprio questo il motivo per cui l’introduzione nel trattato costituzionale europeo di un riferimento esplicito al Cristianesimo trasformerebbe un giudizio storico circa le radici cristiane della storia europea, valido in ambito teoretico, o comunque legittimo in ambito teoretico – il Cristianesimo non E’ l’unica fonte di identità culturale – in un principio giuridico, con la conseguenza di giustificare interventi legislativi volti a proibire comportamenti in generale anticristiani. Quindi… quindi giù le mani da Croce, per favore!


Comments are closed.