Caterina va in città

Di Lavinia Manieri

Film con un cast d’eccezione,dove spuntano attori del calibro di Margherita Buy, Sergio Castellitto e note comparse,tra cui Maurizio Costanzo,il “girotondino” Roberto Benigni e Michele Placido,che interpreta se stesso,è una pellicola che,in modo a tratti divertente ma allo stesso tempo sconvolgente,dipinge un ritratto della società dei giorni nostri,e soprattutto delle disilluse convinzioni di ragazzi,le cosiddette “zecche comuniste” da una parte,influenzate da genitori impegnati con veglie al Senato,e via discorrendo,e dall’altro lato le figlie di papà milionari,le “parioline”,alle quali viene inculcata una sorta di adorazione nei confronti del fascismo,venerato da canti piuttosto singolari. La protagonista,Caterina,che viene interpretata dalla giovane e promettente Alice Teghel,è una ragazza trasferitasi insieme alla madre e al padre da Montalto di Castro,dove la mentalità giovanile non ricordava affatto quella capitolina,a Roma,nella piccola abitazione della zia del padre. Quest’ultimo,un professore liceale,ritrova nella nuova casa una moto,che curerà come fosse un gioiello,senza accorgersi che la moglie,una strampalata e a volte folle donna,viene conquistata dall’amico d’infanzia del marito,ma questo rapporto clandestino viene tenuto all’oscuro di tutto e di tutti. Ma passiamo a Caterina:sin dal primo giorno di scuola comprende di essere estranea alle persone che le si presentano come essere i suoi nuovi compagni:una parte di essi è capeggiata da Margherita la “ribelle”,l’altra da Daniela la “perfettina”;la protagonista verrà contesa dalle due parti come fosse un giocattolo,si troverà in situazioni troppo difficili per lei,come festini e ubriacature,quasi fino a perdere la sua reale personalità. Al di fuori della sua vita però,un personaggio a cui lei non aveva dato peso,verrà a conoscenza di tutta la vita della sua famiglia:è il vicino del palazzo di fronte,l’australiano Edward,il quale racconta alla ragazza,dopo la sua fuga da scuola per colpa di tre stupide ragazzine,l’abitudine della madre di parlare ad una sedia vuota,di essere poi consolata dall’amico,e quella del padre di rimanere sveglio tutta la notte,camminare avanti e indietro per il soggiorno e disperarsi. Una disperazione che nasce dall’insoddisfazione lavorativa,dalle umiliazioni quotidiane e dalla superficialità della società. A questa crisi si aggiunge anche la scoperta da parte dell’uomo del tradimento nascostogli sino a quel momento. Allora l’ex professore fugge in sella al suo unico amore,la moto,e non lascia più sue notizie. Dopo l’esame di terza media,Caterina e la madre fanno ritorno al loro paese per trascorrere il periodo estivo,mentre nel cuore della ragazza resta vivo il desiderio di poter accedere al Conservatorio come mezzo soprano. Ma prima di partire,Caterina va a salutare Edward,il quale la avverte del suo imminente ritorno dal padre in Australia,e al quale dona un bacio d’addio. Questo film,oltre a designare la situazione che si presenta tra i giovani d’oggi,offre un’accurata analisi sugli aspetti politici e su quanto alla fine le differenti parti politiche diventino un tutt’uno.


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