Perché referendum, perché tutti con Luca e con i Radicali

Di Valeria Manieri

Se stai pensando che a Luca Coscioni, malato di SLA e presidente di Radicali Italiani, serva la tua commiserazione o il tuo “mi dispiace”, dispiace a me dirti che te li puoi anche tenere. E se così è, puoi anche smettere subito di leggere queste mie righe, a dir la verità un po’ arrabbiate. A Luca e a quelli come Luca, a noi tutti, serve qualcuno che lotti insieme a noi. A Luca interessa che la ricerca scientifica possa essere libera da uno stato che uccide la speranza, i diritti, la vita. Quella con la V maiuscola. Uccidere la speranza è cosa ben più grave che “uccidere” un embrione, ciò che altri chiamano vita. Dubbio legittimo, per carità. Nessuno ti chiede di risolvere la questione universale su dove cominci la vita o meno. Anche perché nessuno può ritenersi detentore di risposte in materia. Né tu, né io, né il Vaticano. Però c’è una cosa che devi sapere: in Italia un embrione, il tuo dubbio, la nostra incertezza, vale più della certezza della vita di Luca. E anche della tua. E vale anche più della speranza di malati che aspettano una cura tramite la promettente sperimentazione sulle cellule staminali embrionali. Vale più dei diritti e della salute delle donne. Bene. Stai proseguendo a leggere… Avrai ingoiato a forza il “poverino” che stavi per pronunciare. Sei sicuramente migliore di chi ti rappresenta in Parlamento. O almeno ci stai provando…ed è già qualcosa. Come ti dicevo, Luca è malato sì, ma è più forte di me e te messi insieme. E la sua forza nasce dalla sua speranza, non tanto per sé, quanto per quella degli altri. Fino ad ora s’è fatto forza e ha avuto speranza, ne ha avuta anche un po’ per te che non sapevi, eri all’oscuro o distratto. Luca è forte e la sua forza nasce anche dalla sua rabbia. A volte quando raccolgo firme e sento dare scuse assurde da persone che "non hanno tempo" o ti dicono che "noi radicali siamo assassini e non pensiamo alla vita" mi verrebbe da gridare. Non lo faccio perchè subito dopo ti sorprendi davanti ad una signora di mezza età cattolica che non t’aspetteresti e che dice: "Per me l’embrione è vita…ma siccome io ho scelto di vedere la croce nel prossimo e non di mettere il prossimo in croce, firmo. Perché è giusto così".La signora, come me, come Luca, come tanti radicali capisce che non può rimanere tutto com’è. Capisce la mia rabbia, pur da cattolica, che m’assale quando penso che si incappa ancora in quel vecchio e distruttivo errore del mischiare religione e legge, ideologia e stato. L’altro giorno poi ho visto che un altro signore ha riconosciuto la mia rabbia, perchè era anche la sua.Sono entrata con mia madre a raccogliere le firme per il referendum in un negozio di tappeti che appartiene ad un iraniano, cittadino italiano da anni. Il signore ci ha fatto accomodare, ci ha offerto un the e ha firmato con molto entusiasmo il referendum.Quando gli ho domandato pechè lo firmasse – domanda che rivolgo a tutti i firmatari – mi ha sorpreso anche lui dicendo:" Firmo perchè so bene cosa significa la non laicità dello stato. Perchè sono contro ogni fondamentalismo…perchè quando religione e legge si mischiano si creano solo grandi guai…sono felice che abbiamo il referendum, bisogna usare questo strumento…la democrazia è una cosa indispensabile…nel mio paese d’origine dove spesso torno per lavoro, mi fanno molti problemi, in passato mi hanno messo in difficoltà, proprio perchè la penso così".Il signore iraniano ormai italiano e la signora cattolica erano arrabbiati almeno quanto me, anche se sorridenti per aver potuto firmare il referendum. Tutto nasceva dalla rabbia e dalla consapevolezza che ancora una volta la legge 40/2004 non sei stato tu a sceglierla, ma una classe politica molto più indietro dei propri cittadini e soprattutto completamente succube delle logiche vaticane. La legge 40/2004 è una legge liberticida che limita l’accesso alla fecondazione assistita, che è la naturale premessa o scusa per tornare sul tema dell’aborto, è una legge che minaccia i diritti e la libertà delle donne, la stessa che vieta la sperimentazione per riuscire a sconfiggere malattia come sclerosi, Alzheimer, Parkinson e molte altre, quella che fa divorziare lo stato dalla ragionevolezza e lo “sposa” direttamente con la chiesa cattolica. Sai, questioni di voti, questioni di comodo. E la laicità si va a far benedire. Nel vero senso del termine… Però ora sai, ora devi provare a decidere. Prova a pensare se vuoi dare “Vita” alla speranza. O se vuoi che tutto rimanga tale e quale, o addirittura peggiori. Le premesse ci sono tutte. Pensa se tu vali più di un embrione o se Luca vale meno di quest’ultimo. Ora sai, ora puoi. Hai rinunciato a forza alla compassione e forse superato l’indifferenza. Una raccomandazione però, l’unica che mi permetto di fare, alla tua coscienza, noi che di ideologie non ne abbiamo mai imposte, né di verità assolute: ricorda che l’omissione di soccorso talvolta vale quanto un assassinio. Non uccidere la speranza e i diritti. Dai speranza al tuo futuro.


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