Frecce lampeggianti ed esame di maturità

*Rigorosamente dopo gli esami di maturità… Di Valeria Manieri

La vita estiva dello studente universitario è davvero faticosa… Esami esami esami…studio studio studio… Avete presente quelle interminabili giornate, con 40° fuori, la casa che si surriscalda per la calura estiva, e per i nostri malumori interni, il nostro inveire contro l’incubo dei nostri giorni ovvero il “processo formulare” nello studiare materie tipo istituzioni di diritto romano…e quando quasi rimpiangi il vecchio liceo, il vecchio esame di maturità, i vecchi compagni, il bagno nella fontana di piazza Mazzini (che schifo mi direte…ma si fa, si fa anche quello), i gavettoni, i professori che facevano chiudere tutti i rubinetti della scuola per poi venire, inesorabilmente, bombardati anch’essi – almeno di striscio, altrimenti l’anno dopo era meglio cambiar scuola- …insomma, le cose divertenti della scuola? Per la serie…”come eravamo”, appena un anno fa…come sei ora… Migliore o peggiore, che importa…ti capitano o fai capitare cose nuove, ci sono eventi che improvvisamente mutano il corso della tua vita. Esci senza neanche accorgertene dall’età dell’adolescenza, della scuola, delle cotte, degli interessi più disparati, ti restano incollate le amicizie davvero più resistenti e valide e il resto lo perdi un po’ per strada…poi lo recuperi, lo riperdi e lo ritrovi ancora…e pur sapendo che la via vecchia la dovevi fisiologicamente almeno in parte, lasciare per forza, t’accorgi che la via nuova ti spaventa un sacco… Potresti perderti…Così ti capitano cose un po’ assurde e inspiegabili…capita che non sai perché e ti ritrovi in un posto, a parlare con una persona, che rimani talmente colpita che decidi di impegnarti davvero e seriamente per quello in cui credi. Però in realtà non capita, lo cerchi, anche se non proprio consciamente. Perché cerchi qualcosa di inspiegabile, un po’ come il Réné di Chateaubriand sei alla ricerca di “quel bene sconosciuto che l’istinto persegue”. Vorrei dire una cosa alle persone che conosco, stamane, e a quelle che non conosco… Quello che vorrei davvero dire ai miei coetanei, ai miei ex compagni di liceo di cui conosco oggi varie storie e m’accorgo che molti si sono già persi o non sanno dove vogliono andare, o ancora ai lettori giovani o meno giovani di Generazione L, di non sentirsi spaesati, dopo la maturità o nel loro cammino incontro alla vita, di cercare con tutte le loro forze quel qualcosa, quel nonsocchè perché talvolta “capita” che ti riempia positivamente la vita…Di non aspettare, di essere artefici del proprio destino, di non perdere per strada i sogni le speranze, di non credere, qualunque cosa si faccia, di trovare realtà preconfezionate che ci aspettano, perché inevitabilmente ne rimarrebbero delusi… Noi cambiamo, la vita cambia, l’ideale oggetto di una fiamma futura muta…però passo dopo passo tutto si chiarifica, diventa più limpido, se si è pronti a accettare certe cose anche per tentare, anzi soprattutto per cambiarle. La vita è un enorme progetto.Bisogna seguirlo interpretarlo, mutarlo passo passo con le persone giuste, cercando di essere sempre esattamente nel luogo dove vorremmo essere, dopo c’è bisogno di noi, anche a rischio di sembrare degli scapestrati, degli esaltati, degli illusi, che tanto nessuno è indispensabile. Nessuno è indispensabile ma tutti siamo necessari. Tenetevi quei sogni ben stretti, anche quando tutto sembra andar male, osate, rischiate, amate, sperate…non sostate mai. Non aspettate mai. Questo è il consiglio, l’augurio che faccio ai neo maturati, a quelli che ora, si accingono ad affrontare un momento ancor più arduo dell’esame di maturità che saluteranno come una cosa tutto sommato non così terribile..io a dir la verità lo ricordo con piacere il mio esame di maturità… Poi, ora, giunge il momento delle scelte, quelle che contano…e non è solo la scelta dell’università, credetemi…la scelta di come si decide di vivere la propria vita. Mi ricordo, stamane, forse perché sono passati esattamente 12 mesi tondi tondi, di come stavo l’anno scorso a quest’ora -ovvero spaparanzata al sole godendomi il mio “quasi cento”, del resto dopo aver portato una tesina intitolata “la scienza del quasi” era il minimo poter confermare le mie premesse e le mie tesi con un bel 99…ma fidatevi è gloria passeggera, non avrete neppure il tempo di fermarvi un attimo..ci penserà la vita a mettervi fretta… – e tutta l’ammazzata per tentare di fare una figura decente specie al compito di matematica…le ripetizioni insieme alla tua più cara amica facendo ogni giorno su e giù con la macchina e facendo i curvoni pericolosi della Damiano Chiesa e la “valle dell’inferno” – mai nome di una via a scorrimento veloce fu più azzeccata – …lo studio della filosofia, di fisica, chimica,le ore passate a supplicare i professori per tentare di sapere qualcosa sugli scritti, i ritiri con le amiche a studiare e a non dormire… Rimane, indelebile, ci ripensi e sorridi…ma passa velocemente…Sono quelle cose, quei ricordi che ti rivengono alla mente quando non te lo aspetti, come stamane…Mattinata durante la quale ho brevemente sostato, tra una nozione di diritto romano e l’altra, tra un come sono e un com’ero, tra uno sguardo fuori la finestra e una telefonata cercando di organizzare insieme agli altri la trasmissione di oggi pomeriggio in radio…tra un sogno di poter cambiare le cose e la consapevolezza che studiare è la cosa che ti permetterà di farlo senza rovinar nulla…come le quattro frecce lampeggianti di una macchina che si accosta per sostare giusto un momento, un automobilista che controlla un secondo lo stradario per sapere bene ove sta andando. Rispengo le frecce lampeggianti, riparto, ripartiamo…continuiamo…


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