Privacy e vigilantes ospedalieri poco rispettosi dei pazienti

INTERVENTO-DENUNCIA di Gianni Buganza

Vigilantes e privacy
Una vergogna ospedaliera.

Da tre anni assisto ad una grave vergogna ospedaliera che ha a che fare con la dignità e la privacy di noi tutti, dagli operatori sanitari a, soprattutto, i pazienti: la presenza del vigilantes privato.
Detto che persino tra loro ci sono degli onesti professionisti, la grande maggioranza occupa il lungo, infinito tempo vuoto della loro attività interpretandolo come una sorta di “infame gazzetta” ospedaliera.
Profondamente razzisti, fortemente omofobi, insultanti e fascisteggianti (in modo oltrettutto banalmente elementare), vivono chiacchierando incessantemente della privacy altrui.
Non tutti sono così, solo la stragrande maggioranza, specie tra i più anziani: ciò è diventato parte integrante della loro prassi concreta, altro che “professionalità”.
Il disprezzo nei confronti del privato dei pazienti (e degli operatori a loro non coerenti), di cui pare tutto possano sapere, ed ad oltranza discorrere, sembra assoluto.
Così l’irritazione verso le “scoasse”, come le chiamano loro, ovvero lo straniero, il diverso, lo sbandato, lo zingaro, il barbone. Elementi da “eliminare”.
Il loro stretto e angusto orizzonte culturale li rende aggressivamente insultanti verso ogni diverstà, e non accettano né ridimensionamenti né che gli si renda la pariglia negli stessi termini. La minaccia è il pestaggio dopo un reiterato e continuo crescendo di insulti , illazioni e provocazioni.
La loro somma utilità consiste nel sorvegliar biciclette, essere ostili nei confronti dei poveracci, dar man forte, quando c’è da menar le mani, alla polizia, e diffamare con triste sistematicità chiunque non appartenga al loro orizzonte interpretativo, assai ristretto per altro.
Si nutrono così del privato di tutti, esagerandolo, deformandolo, diffondendolo, giganteggiando come “avvoltoi dell’insinuazione” sul dolore degli altri.
Opporsi a questo pare impossibile. E lo è stato anche per chi scrive. “ Noi siamo autorizzati dall’Azienda e dalla Questura”: ti dicono. Fine della discussione.
E al Principe evidentemente vanno bene, visto che se li tiene ben stretti.
Ma non vanno bene a chi ha rispetto della dignità e dei diritti umani, sociali e civili di tutti, a iniziare da quella dei pazienti. Non vanno bene a chi ha ancora una piccola “sacralità” della privacy delle persone, specie in ambiente ospedaliero.
Ancorati per lunghe ore e lunghi sonni alle sedie dei vari posti di sosta dell’Ospedale, occupano il tempo al computer dell’Azienda facendosi gli affari propri, e possibilmente quelli altrui.
La denuncia civile (non penale per carità, non spetta a noi, e neppure lo auspichiamo) sulle violazioni continue da loro operate sulla privacy li fa sorridere con indifferenza.
La loro forma mentis è legata alla capacità di menar le mani sul più socialmente debole, senza farsi problema alcuno.
Sono degli intoccabili della parte più nera della coscienza del Principe.
Inscalfibili, elementari, rozzi, ossessionati dal privato altrui, la chiacchiera diffamatoria gli riempie le tristi e vuote giornate.
Chi li critica viene minacciato e irriso, schernito e provocato fino allo sfinimento, da veri onesti professionisti.
Migliaia possono essere le testimonianze di questo loro profondo amore per la distruzione noncurante della privacy, e per tutto il loro peggio, ma difficilmente mai verranno alla luce: ci vuole un coraggio che difficilmente l’ambiente dimostra di avere, se non verso i deboli. Meglio adeguarsi al bieco chiacchiericcio indecente da quattro soldi sulla vita degli altri, che tanto, finchè non tocca a me e ai miei cari, chi se ne frega.

Gianni Buganza
Portavoce del Tavolo dei Laici
Associazione politico-culturale liberal

 


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