Denaro a fiumi. Fiumi di denaro

Di Gianni Buganza

Denaro. Denaro a fiumi. Fiumi di denaro. Scrive Silvio Garattini (non io!) del “Mario Negri” nella terza di copertina di questo volume da pochi giorni uscito per Einaudi: “Il colossale mercato della sanità- nei suoi vari aspetti di intervento diagnostico, terapeutico e riabilitativo- tende a corrompere molti addetti ai lavori. Università e istituti di ricerca, medici e ricercatori, politici e amministratori, giornalisti ed editori rinunciano di fatto a difendere la centralità dell’ammalato per privilegiare l’interesse dell’industria e delle corporazioni. I conflitti d’interesse si stanno diffondendo in modo tale da creare allarme da parte degli osservatori più attenti ai diritti della sanità pubblica (…). Il predominio del marketing si traduce in una distorsione delle conoscenze.”
E si potrebbe chiudere qui. E passarla ai nostri amministratori regionali e nazionali, ai nostri dirigenti aziendali della sempre meno pubblica sanità.
E la psico (molto psico)-terapeuta del “Maurizio Costanzo Show” Gianna Schelotto va a Santo Domingo a fare tra ricchi un seminario sulla “pillola della felicità” (pag.130/1)!
A Santo Domingo! Dove a malapena mangiano! Un panino è la loro pillola della felicità!
Marco Bobbio, cardiologo alle Molinette, trova che ci sia un conflitto tra medici e industria, in questo suo volume stupendamente recensito anche da Umberto Galimberti su La Repubblica il 15 giugno.
Ma quale conflitto? Ogni passo di questo libro non parla d’altro che di un grande, sommo abbraccio.
Lo stesso dicasi con i signori della pubblicità, e della carta stampata. Con pagine illuminanti su questo.
“Tutti colpevoli, nessun colpevole” recita uno dei primi paragrafi.
“Le industrie- scrive a pag.17- devono rispondere alla necessità di aumentare i profitti.”
Fine delle discussioni.
Conviene a tutti noi dunque ammalarsi, di una qualunque cosa, così da divenir produttivi, e permettere alti guadagni e creare nuovi posti di lavoro nel ramo farmaceutico e tecnologico.
E denaro, denaro a fiumi, fiumi di denaro.
Esattamente quello di cui siamo “cronicamente” carenti quando si tratta di discutere gli stipendi degli operatori più umili di questo meraviglioso e rutilante sistema sanità.
E così sia. Raccomandiamo a tutti un silenzio assoluto.


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