People pride

Di Fabrizio Cicerchia

Siamo in 40milaaaaaa! Con questo urlo partito dal carro del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, si è concluso il Gay Pride di Roma svoltosi sabato 3 luglio. Notizia prontamente smentita dalla questura che parlava di appena cinquemila persone, ma al di là delle ormai abitudinarie quisquiglie numeriche si può dire che la parata sia perfettamente riuscita.

 Non tanto per lo scalpore che le Drag Queen o le donne che si sono baciate pubblicamente hanno potuto provocare, questo per l’eco ed il coinvolgimento popolare che anche quest’anno è riuscito a suscitare. Personalmente parlando, la cosa più emozionante provata a seguito di questa manifestazione, è stata vedere gente di ogni età, dagli anziani che si poggiavano sul davanzale della finestra, ai giovani che con tanto di videocamera filmavano il coloratissimo evento, sorridevano e salutavano i passanti. Non è stata una manifestazione gay, è stata la manifestazione di tutti. Al corteo hanno partecipato oltre agli esponenti dei “soliti partiti” (DS, Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani e Partito Radicale) anche tanti ragazzi senza colore. Il tema principale della parata è stata la Legalizzazione dei Matrimoni tra gente dello stesso sesso, affinché anch’essi possano usufruire degli stessi diritti/doveri delle coppie eterosessuali. Il destino, a cui si sa non manca l’umorismo, ha voluto che il carro del Mieli passasse davanti ad una chiesa, proprio nel momento in cui , a matrimonio finito, i novelli sposi stavano uscendo. C’è stata un’esplosione di applausi e di auguri, per quella coppia più fortunata di tante altre, che per legge non possono provare la stessa gioia. Il tutto si è concluso con un simpatico balletto improvvisato dallo sposo sul carro e da una foto ricordo fatta dagli sposini con le Drug Queens. La sposa, visibilmente commossa, ha detto, una volta scesa dal carro: “ragazzi mi avete fatto il regalo più bello che potessi avere, siete bellissimi”! che bello vero? Credo che la vittoria di questo Gay Pride sia racchiusa tutta qui. Niente più differenze, niente più discriminazioni, solo divertimento e gioia che hanno accompagnato migliaia di persone tutte diverse tra loro. Con questa ulteriore esperienza alla domanda dei ben pensanti clericali “ma gli italiani saranno pronti ad accettare i matrimoni gay?” rispondiamo tutti insieme….SI!!!


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