Più sesso, meno politica!

Di Marco Paolemili

Quando la notte è ormai fonda, quando non c’è più nulla da fare in casa o fuori, e il sonno tarda ad arrivare, c’è sempre un’amica che può farti compagnia. La televisione, il caldo focolare del nostro tempo che non si spegne mai, che scandisce le nostre giornate con i suoi programmi e le sue pubblicità. La notte la tv però è diversa, puoi trovare repliche di vecchi telefilm, documentari interessanti e telegiornali più brevi e a volte meno faziosi. Durante la campagna elettorale, da poco conclusasi, la notte televisiva si è arricchita di un altro interessante programma: gli spot elettorali. Mezz’ora circa di spot senza interruzione di programmi, tutta pubblicità, tutta insieme, un vero e proprio mercato della politica alla periferia della nostra giornata. E’ la legge sulla par condicio che ha voluto questo, niente spot elettorali durante il giorno, ma confinati tutti insieme in fasce protette. Queste per garantire il pluralismo e lasciare a Vespa, Floris, Fede e compagni di concedere spazi politici in orari più normali. Ma questo è il paese della legalità fai da te (siamo illegali, salvo ricorrere alla legge quando ci fa comodo) e della lottizzazione partitica degli organi informativi: va da sé che Polo e Ulivo si spartiscano gli spazi e si facciano ospitare da conduttori con una o l’altra tessera di partito. Siamo nell’era della comunicazione e della pubblicità, però la politica non può farsi pubblicità. E’ evidente allora che la pubblicità è quella parte di televisione più corretta e pluralista, perchè l’unica che da spazio a tutti. Evidente ancor di più se guardiamo la fascia oraria dove il pluralismo vero è stato sbattuto. Gli spot elettorali sono tutti brutti: Lilli Gruber che sarà la nostra inviata in Europa; Berlusconi tra le bandiere tricolori che promette meno tasse per tutti; Fini che parla fuori campo con toni degni del suo illustre e rinnegato predecessore, il duce; Follini in mezzo a bambini e persone sorridenti; Emma Bonino, che se l’ascolti non riesci a leggere quello che c’è scritto sul video e così via… Un mercato politico, tutti attaccati, tutti mercanti disperati alla ricerca di un voto in più. L’effetto che fanno è ridicolo, comico, penso che pochi siano stati convinti da un tizio apparso in quel guazzabuglio degno della peggiore tv commerciale che vende pantaloncini snellenti. Meno male che dopo un po’ gli spot finiscono, finisce la par condicio e finalmente comincia il programma preferito da molti italiani: le pubblicità dei telefoni erotici. Dopo aver visto uomini e donne incartapecorite, altri abbronzati, truccati e rifatti, finalmente delle belle e sensuali donne! Se qualcuna di loro si presentasse alle elezioni le voterei, sono più credibili di alcuni politici e poi i loro spot sono migliori: più onesti, più interessanti, più belli e soprattutto più convincenti. Con tutto il rispetto per quelle bellissime pornostar, la politica dovrebbe essere qualcosa di più serio. Dovrebbe avere un posto diverso, soprattutto per quei partiti, come i Radicali, volutamente messi da parte dai grandi poli. Folli legislatori, lasciate in pace gli Italiani, lasciateli sognare sesso sfrenato con bellissime donne, per metterglielo in quel posto avete tutto il tempo che volete.


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