Frankenstein

Nell’estate del 1816 Mary Shelley e il suo compagno, il più famoso poeta Shelley si misero in testa di voler scrivere la più spaventosa storia di fantasmi … E ci riuscirono,a dir la verità… complice un bello ed inquietante castello sul lago di Ginevra, complice la scommessa, vinta peraltro dalla maggiormente ispirata Mary, che riuscì, così, tutto in una notte ad inventare il “mostro” per antonomasia, quel romanzo che in una notte è divenuto leggenda. In una notte, ideò e concluse “Frankenstein” Frankenstein, mostro straordinariamente umano, in realtà non è che la “scusa” per proporre la contrapposizione tra “la purezza di una rinascita, di un risorgere” e la cupa moralità della borghesia… ma soprattutto, e qui sta il punto cruciale del parallelismo che vado a proporvi, quel mostro, quell’essere, quell’errore troppo umano non rappresenta che l’immenso disagio dell’uomo davanti alla scienza. Frankenstein è un capolavoro dell’arte gotica, uno dei mostri più incredibili e affascinanti… Oggi esistono mostri terribili nei film, in qualche thriller particolarmente fantasioso…solo nell’immaginazione… O forse no? A pensarci bene Mary Shelley non mi appare poi così lontana. Qualcuno sta pensando a creare, anzi in parte gli è già riuscito, un mostro ancor più spaventoso di Frankenstein, che in fondo non era poi così male. C’è un mostro che cammina, si muove, non più nella fantasia della scrittrice inglese, che per essere inventato non ha avuto bisogno né di castelli, né di menti particolarmente brillanti… tutt’altro. E’ stato fabbricato in un votificio sgangherato, tuttavia comodo –ma forse ugualmente inquietante…come il castello di Ginevra- popolato da una varietà infinita di menti contorte, retribuite profumatamente dagli stessi italiani, che contano su loro per farsi raccontare belle favolette talvolta – ma appunto “favole”, il termine non è casuale – oppure, per essere un po’ terrorizzati, con veri e propri romanzi noir, quasi horror… E con mostri… Uno degli ultimi mostri prodotti, tuttavia, mostro ancora più subdolo perché mascherato -come tutti i mostri davvero mostri, come nella migliore tradizione cinematografica persino – da un’anima pia, vaticana e quindi “moralmente corretta”. Il mostro in questione si fa chiamare “40-2004, norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. Il mostro ce lo avevano in testa già da un bel po’… e ripropone, dopo secoli e secoli,un enorme paura dell’uomo nero… La paura del progresso e il timore della scienza. Ora, bisogna, come in ogni buon romanzo, scorrere ,leggere e capire attentamente chi sia il mostro e chi no. Se sia più umano Frankenstein -troppo umano davvero- o la legge monacale sulla fecondazione assistita. E soprattutto, scientemente, bisogna farsi una domanda: Perché abbiamo tanta paura della scienza? Questa è la domanda cui non so dar risposta nelle ultime settimane. Questo è l’interrogativo che mi pongo più frequentemente quando quando è stata approvata la legge sulla fecondazione assistita, che limita fortemente, anzi dà un bel calcio alle speranze di cura per milioni di malati, e chiude, anzi reclude, la libertà di coscienza e di scienza, di ricerca scientifica in una torretta, su su, in un castello dietro una porta chiusa con duecento mandate… Ultimamente quando si parla di scienza, nell’immaginario collettivo si iniziano a materializzare mostri mutanti, bambini clonati, ottantenni con figl , bambini su ordinazione e perfetti. Ovvero si portano all’estremo le nostre paure. Questa perenne sfiducia nella scienza, la degenerazione a tutti i costi.. Poi però siamo talmente ipocriti che destiniamo, anche mediante ai programmi televisivi, miliardi alla ricerca scientifica, per quella o quell’altra malattia. Ovvero c’è grande speranza, però, in altre forme, la stessa televisione, quotidiani, contribuiscono a creare i mostri, ovvero il mostro della scienza. E quando si scoprono cose importanti come è la promettente ricerca sulle cellule staminali embrionali, concreta speranza di cura per malattie come Alzheimer , sclerosi, Parkinson, e numerose forme tumorali, no…no, non va bene.. Quei soldi che noi destiniamo ai nostri ragazzi, alla ricerca, alle nostre strutture, perché accrescano le nostre speranze, a cosa dovrebbero servire? Non esiste il “bididi-bodidi-bù”o “l’abracadabra”. Esistono i soldi, i cervelli, esistono premi Nobel come il Professor Dulbecco, esistono le vie di sperimentazione, esistono gli embrioni su cui sperimentare, le cellule staminali. Altrimenti limitiamoci a pregare, a farci spaventare dai mostri, inventiamo qualche altro abracadabra. Parlo con rabbia, non solo per Luca Coscioni, per la sua, la nostra battaglia, parlo per i malati come Luca, parlo anche delle esperienze che ho avuto in famiglia. Un cugino morto di leucemia. Una zia di cancro. Un nonno spentosi ad agosto dopo una lunga e terribile malattia. La stessa che oggi, se solo si lasciasse passare questa sperimentazione sulle cellule staminali si potrebbe curare. L’Alzheimer. Abbiamo provato con improbabili sperimentazioni, farmaci che poi assomigliano più ad abracadabra che non a concrete cure… E penso alla mia famiglia che di possibilità economiche e conoscenze in ambito ospedaliero e scientifico ne ha e ne aveva… e penso a come è andata a finire. Penso invece ai calvari ancor più tragici di chi i soldi non ce li ha e non sa davvero dove sbatter la testa. Penso a chi parte e va all’estero e le tenta tutte. Ma da quando tutto iniziò sapevo bene che l’epilogo sarebbe stato uno soltanto: sofferenza estrema per un uomo non si rendeva conto di ciò che accadeva lui, sofferenze per i familiari. Della sofferenza di mia nonna, della mia. E non sai che sperare. O speri che duri il meno possibile. E ti senti ugualmente una merda. Invece c’è chi ancora temporeggia, si accontenta degli abracadabra e chi si preoccupa di creare il grande mostro della scienza. L’embrione è un essere umano, dei malati chissene frega, e poi in fondo questi signori che vogliono, che pretendono? Di fare figli quando gli pare e piace, di potersi curare con i ritrovati della scienza…? Abracadabra, Frankenstein… abbiate paura della scienza, serrate bene tutte le porte, mi raccomando… Non ho paura della scienza,io. Ho paura dell’ignoranza. Ho paura quando non hai alternative se non sperare che finisca presto, ho paura quando sei costretto a riposarti in Dio perché ti arrendi al fatto che nulla puoi fare, perché c’è qualcun altro che impedisce che la speranza ci sia davvero, che ti obbliga solo a riposare. Questo è il mostro più brutto che ci sia. Non ho paura di Frankenstein. Lo amo. Così come amo il fatto che qualcuno si stia preoccupando affinché ci possa essere un referendum per ridare la speranza e la libertà e non costringerci ad arrendersi. Dico grazie davvero a queste persone. Ho invece paura dell’oscurantismo culturale, di questo buio. Neppure Mary Shelley sarebbe riuscita a scrivere una storia così spaventosa. Lei ci metteva sempre un pizzico di coscienza, di umanità. Questa politica no. Viva Frankenstein allora. Chi è il mostro?


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