VASCO…e una degli 80.000

Di Chiara Giammartini

5 giugno 2004 Stadio olimpico. Sono quasi le 6 del pomeriggio e tutto va bene, mi siedo sul mio posticino conquistato ancora non con tanta fatica, l’orario dell’affollamento ancora è lontano, mi guardo attorno e vedo tante, tantissime facce, che stanno lì come me ad aspettare… Un settore è quasi pieno l’altro inizia a riempirsi, il nostro è a buon punto, il prato quasi pieno anch’esso. E la gente continua ad arrivare da tutte le parti, i nostri vicini sono di Bari, c’è chi inizia a ripassare, chi scongiura contro le nuvole e chi rolla qualche cannetta… E io intanto aspetto, l’ansia sale, la pioggia scende, il freddo arriva ma lui ancora no…neanche l’ombra.. e si fanno quasi le 8, e le gambe ed il sedere iniziano a far male, si fa amicizia con i vicini, e c’è chi mi domanda “ma è la prima data?wow mamma mia deve essere stupendo più del solito allora!” E piove ancora, e contiamo i minuti prima dell’inizio… Si affievoliscono le luci ma niente…si spengono ma niente…ecco arrivano i musicisti…ma lui niente, lo acclamiamo: 80.000 persone lo acclamano: Eccolo… le luci si accendono è tutto bellissimo: il palco è illuminato e lui comincia a cantare ecco lo show ha inizio e noi con lui emozionati cantiamo a squarciagola, tutti. Tutti conoscono ogni singola parola, ogni singola pausa, ogni singolo verso! Il trascinatore è arrivato: Vasco e la sua carica ci farà volare anche questa volta, ed ogni volta è sempre quella più bella. La pelle si accappona quando inizia le strofe di “E…” e lui che si commuove vedendo di quanto ci sentiamo trasportati, di come conosciamo la canzone, di come è bello vedere uno stadio completamente buio illuminato da 80.000 lucettine. E via con 28 canzoni una più bella dell’altra, ognuna con un suo perché ed ogni canzone che mi ricordava qualcosa …qualcuno. E ne vorresti vedere già un altro e vorresti che quelle 3 ore e mezza non finissero mai, vorresti restare lì per sempre a cantare con lui. Perché è inutile dire che lui ha fatto il suo tempo, perché lui è storia e noi 80.000 e Roma lo sapevamo, e facciamo parte della sua storia. E io aspetto già il prossimo concerto, ma caro Vasco non mi fare attendere altri 3anni…io intanto ti ascolto, come adesso, immaginando un nuovo splendido Show. “Quello che so è che dentro di me è tutto logico, quella atmosfera di festa che ho dentro allo stomaco…-fa’ che non sia un’altra vana bugia contano su di me- e stai tranquillo che non andrò via io sono qui per te! Quando quel suono diventerà blu sarà l’inizio , crescerà piano e ti scenderà giù.. giù per lo stomaco giù come un brivido!Quando di colpo comincia lo show sta pure certo che questa volta volerai su…volerai via con me…”


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