Otto e mezzo e l’embrione

Di Valeria Manieri

Ieri sera ascoltavo il dibattito avvenuto negli studi di Otto e mezzo su La7, cui partecipavano Emma Bonino, Rocco Buttiglione oltre che i due conduttori, Barbara Palombelli e Giuliano Ferrara. Accesosi, come era da prevedersi, il dialogo sull’argomento referendario dei Radicali, quindi Fecondazione assistita e "legittimità" nel chiamare essere umano un embrione, mi sono accorta che pur avendo Emma Bonino ottime argomentazioni, il dialogo si incagliava sempre in due punti, per così dire "strategici".. Una sorta di secca improvvisa.Ma non per colpa della nostrana radicale, bensì per processi logici che anche un laico come Ferrara finge di ignorare. Quando dinnanzi hai un tipo come Buttiglione, certo si sa bene ove egli andrà a parare per giustificare "la sacralità dell’embrione". Quando davanti invece hai uno come Ferrara , (il quale giustificava il fatto che questa legge l’hanno approvata persino i non "filo-cattolici") ,come noi radicali ci siamo accorti più volte, sia stato in una trasmissione televisiva o ad un tavolo di raccolta firme, o semplicemente parlando con un conoscente, beh, convincere un laico è cosa ben più complicata. Tuttavia Emma Bonino ha trovato una chiave giustissima ovvero "Firmate per il referendum per dare la possibilità a tutti di poter dibattere su questo argomento", ovvero riaprire una parentesi democratica nel nostro paese, un dialogo costruttivo che coinvolga davvero tutti. Tuttavia ieri sera proprio mia madre, laureata in legge, mi faceva notare una cosa: ma perchè, e lo chiedo ai Radicali, (anzi giro un consiglio se posso permettermi) quando davanti si ha un laico, prima ancora di iniziare a dialogare, non lo si precede con una domanda, chiara, precisa, che esige una risposta assoluta? La domanda è: Lei, signor Ferrara o un qualunque pinco pallino "laico", è favorevole ai trapianti? Mi direte: e che cavolo c’entra? Invece c’entra…e se il tizio in questione è intelligente, capirà bene ove si va a parare…e risponderà:no. Dicevo,la storia dei trapianti e dell’esser favorevole o meno, è attinente eccome. Ora sapete bene che per procedere all’espianto degli organi e per dichiarare una persona "clinicamente morta" è necessario che l’elettroencefalogramma sia piatto, ovvero che non vi sia più attività cerebrale. Insomma, bisogna avere la morte cerebrale. Da quel momento, noi, il cadavere-se non mantenuto artificialmente in vita- lo dichiariamo "clinicamente morto". Se quella non è vita e si esclude prodigi miracolosi come si fa ad affermare e a voler tutelare un embrione che di attività cerebrale non ne ha proprio? Spulciando per bene il codice civile, si afferma che un individuo, addirittura, per possedere diritti civili, deve avere la "docimasia polmonare"ovvero l’autonomia respiratioria e deve essere completamente distaccato dal materno grembo. Il concetto di vita o essere umano per un embrione, è scorretto e incostituzionale sotto ogni punto di vista, anzi se prendiamo ad esempio l’espianto degli organi e le condizioni sufficienti per poter effettuare una donazione, tutto ciò appare ancor più palesemente falso. Come dico sempre, se volessimo esser cretini, ma almeno coerenti, dovremmo rimettere in discussione proprio tutto…Ma completamente,riscrivere il codice, ridiscutere di trapianti oltre che naturalmente dell’aborto. ..Aspetti che alcuni laici fanno finta di ignorare.. Bisognerebbe ricordarglielo ogni tanto.


Comments are closed.