Lo Zecchino d’oro contro la riforma Moratti

Di Marco Paolemili

“Giro giro tondo, casca il mondo, casca la Moratti, siamo soddisfatti!”, “O partigiano, portala via… o brutta ciao…” oppure “Una mattina mi son svegliato e ho trovato il master… O partigiano portalo via”. Questi e tanto altri erano gli slogan che la scorsa settimana risuonavano per le vie del centro di Roma, scandite attraverso altoparlanti da voci di bambini. Il girotondo finalmente torna in mano ai bambini, con le stesse funzioni però per le quali lo avevano preso in prestito i loro genitori.

Se la riforma Moratti ha tanti demeriti, un merito sicuramente lo ha: ha infuso la coscienza politica anche ai bambini delle elementari, che faranno ancora la pipì a letto (alcuni), che non sapranno allacciarsi le scarpe (altri), ma conoscono con esattezza la riforma della scuola e i suoi aspetti negativi. Le mamme ne sono convinte: “Sono molto consapevoli. Lo sai cosa è la legge Moratti, vero? E ti piace?”. “No” risponde una bambina senza esitare. Beh, se lo dice lei… Speriamo poi che la mamma alla fine della manifestazione gli abbia comprato un bel gelato, alla futura Nilde Iotti!

Tutti giurano, anzi sono risentiti dalla domanda, che non c’è strumentalizzazione in questa e in altre manifestazioni. Dopo che le maestre in classe e le mamme girotondine a casa li hanno istruiti sulla legge Moratti, i bambini sono tutti andati su internet sul sito del ministero, hanno letto la Gazzetta ufficiale e, i più bravi, hanno persino organizzato una conferenza all’hotel Ergife di Roma!

Meno male, pensavo che i grandi li avessero solo raccontato una variante della favola di Cappuccetto Rosso nella quale il lupo era la Moratti e la nonnina la povera scuola italiana! E invece no, miei malfidati lettori di Generazione L! “Sto lavorando per loro – spiega una mamma – Mi occupo di una cosa che riguarda il loro futuro, perciò è giusto che mi seguano”. Come se sarà la mamma apprensiva a decidere il futuro di un moccioso delle elementari! Speriamo davvero di no.

Credo che per i bambini sarà stato divertente giocare a fare il piccolo militante di sinistra, scandire slogan al megafono, farsi riprendere dalle telecamere come fanno i fratelli grandi che stanno al liceo o le mamme e i papà che vanno alla sezione di partito del quartiere. Ancor più godereccio sarà stato per quei leader politici che non si sono vergognati di mandare in prima fila degli ignari bambini con la scusa del futuro e della coscienza politica. Prima gli avranno fatto leggere i giornali? Prima gli avranno detto che non esiste solo il partito della mamma, ma anche altri che dicono cose diverse? Sicuramente sì a sentir loro, probabilmente no penso io conoscendo l’aria che si respira nelle scuole adesso (persino la mia mamma, di sinistra più o meno, maestra per giunta, è disgustata dal proselitismo imperante nelle aule e guardata con sospetto da alcune colleghe per questo).

Il pensiero corre velocemente alla Palestina, dove bambini tirano sassi contro i carriarmati che poi a volte fanno fuoco e altri indossano giubbotti esplosivi in nome di Allah o della Palestina libera.
Non arriveremo mai a questo per fortuna, ma non permettiamo ai nostri genitori di usarci per i propri scopi anche se di alta statura morale o presunta tale.


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