Il sonno della informazione genera mostri

Di Marco Paolemili

Qualcuno si avvicina e chiede spiegazioni, ha sentito parlare della nuova legge sulla fecondazione assistita ma non sa di cosa si tratti, “Perchè, prima com’era la legge?” “Ma voi siete contro la fecondazione assistita?” queste sono le domande più frequenti a cui i militanti radicali si trovano a dover rispondere per le strade. Chi conosce la legge, si ferma e firma per il referendum, i preti e le suore ascoltano e guardano passando, molti di loro non sanno di cosa si stia parlando, alcuni di loro forse firmerebbero anche, ma l’abito che portano gli impone di no. Ma la maggioranza delle popolazione italiana non sa assolutamente cosa dica la legge e tantomeno quali siano i suoi catastrofici risvolti etici e scientifici. Certo, non sarà Serena del Grande Fratello a spiegarglielo, nemmeno Aldo Biscardi nel suo incerto italiano e giammai Fiorello, la baby sitter del sabato sera degli Italiani. Ma è anche vero che, dal furioso zapping alla ricerca della verità, non uscirà mai una descrizione, un dibattito, un pensiero isolato su questa nuova legge. Allora continuate a vedere i soliti show, almeno vi divertirete.
Come biasimare le persone che non firmano allora? Molte di loro non firmano perchè non sanno, hanno poca simpatia per il referendum e, giustamente, non appoggiano quattro gatti che ti vogliono far firmare chissà per fare che cosa. Giusto, dico io, fate bene a non firmare un “documento” che non avete letto! Allora, molti di noi, i più volenterosi, si mettono a spiegare ad un piccolo gruppo di curiosi come stanno le cose, dei diritti negati alle donne, ai malati, del pericolo per la ricerca scientifica italiana… E molti si convincono, si rendono conto subito del danno provocato dal parlamento italiano e firmano speranzosi. Così, alla fine della giornata, mentre si chiudono i tavoli e si contano le firme a molti radicali viene in mente la stessa domanda: “Pensa quante firme avrei raccolto oggi se tutta quella gente avesse saputo perchè io ero lì!”. L’informazione, ancora una volta la sua mancanza genera mostri. Il mostro di oggi si chiama legge sulle “norme in materia di fecondazione medicalmente assistita” ed è solo l’ultimo di una lunga serie. Ancora una volta cito la frase di Dolores O’Riordan, leader di quelli che furono i Cranberries: “La violenza causa silenzio”. L’informazione lottizzata non vuole che si parli di referendum, perchè teme questo strumento democratico, ancor più quando vuole abolire una legge voluta da destra e sinistra. Radio (eccezion fatta per Radio Radicale), televisione e giornali (quasi tutti) di questo non parlano.
Ma c’è un canale ancora libero e che tale rimarrà a lungo perchè virtualmente senza limiti: internet. Lottizzerano anche i motori di ricerca prima o poi, piloteranno link e banner ma mai riusciranno a imbavagliarlo definitivamente. Per ogni Napster o Kazaa che viene chiuso, ce n’è un’altro che nasce e che scappa dalla censura. Sfruttiamo allora di più questo canale, lottiamo affinchè ogni casa, ogni scuola e ogni luogo pubblico abbia un terminale internet per accedere ad una informazione più completa. Attenzione: anche su internet non è tutto oro quello che luccica, ma la pluralità è pur sempre garantita.
Ricordo infine le parole di Ghandi, nel giorno in cui una sua erede, Sonia, vince le elezioni in India, che diceva che ogni lotta politica presuppone la sensibilizzazione e l’informazione dell’opinione pubblica prima di ogni altra azione. “Conoscere per deliberare” invece diceva Einaudi, ma il messaggio è lo stesso. Il sonno dell’informazione si combatte con l’informazione stessa.


Comments are closed.