Giudizi universali.. come in un diario

Di Valeria Manieri

Come in un diario. Giornate di riflessione, causate dall’influenzetta che s’è tanto affezionata a me in questi giorni.. E quando hai l’influenza e stai a casa, non ci sono tante cose da fare… Perciò ti rimane soltanto vedere la televisione e ascoltare la musica, provare a studiacchiare qualcosa…e riflettere.. La televisione non mi regala nulla di nuovo… Sempre le stesse manfrine… Iraq, Iraq, prigionieri …Bush..i bla bla bla dei politici prime donne..I nostri politici,che più li guardo , più osservo la loro totale incompetenza , il loro ” non crederci neanche un pò”, più mi domando:”ma noi ragazzi, io, cosa mai potremo imparare da tutto questo,da quel che ci mostrano?…cosa potremo mai sperare, da chi dovremmo prendere esempio?…

Chi ci convince davvero a credere in qualcosa?”. La risposta anche stamane è stata “Nessuno”…almeno, nessuno di quelli che sento parlare, cianciare in televisione…E stamattina la televisione mi fa un effetto peggiore delle altre poche volte che la guardo. Basta, spengo. Oggi perciò bisogna fare da soli, sperare che una sorta di training autogeno t’aiuti a sperare, a credere, a sconfiggere quelli fastidiosi come la mia brutta influenza o lo stesso “malanno fuoristagione”.. Talvolta mi commuovo ancora se vedo qualche bell’articolo scritto su un qualche quotidiano…Li conservo e quando ho “l’influenza” me li rileggo…più efficaci dell’aspirina. O riascolto qualche discorso radicale. Capita, come stamattina ,che io mi concentri su una canzone, o che mi metta a suonare una canzone o una melodia al pianoforte.. Non riesco a credere che l’influenza m’abbia buttata così giù. O forse non è l’influenza. Forse è stato guardare la televisione.O forse il mio training autogeno non funziona. Boh, chissà “que serà que serà”.. M’è venuto in mente anche un’altra cosa.. il senso di solitudine che molti radicali sentono oggi e hanno sentito ieri e oggi …è vero.

Esiste.A volte l’ho visto, anche ultimamente. Sono sempre troppo pochi quelli che riescono a rendersi conto della pochezza e il vuoto della nostra realtà e in particolare della mia generazione, quella vuota a perdere e a rendere.Vuota dentro e vuota intorno.Paghiamo quel vuoto causato da altri e da noi stessi, acconsentendo più o meno consapevolmente affinché quel vuoto ci riempia completamente e cancelli infinite prospettive affascinanti …. Ma io non parlo di generazione in quanto tale, in quanto “fascia d’età compresa tra…”….O “quei favolosi anni 70”… In quanto ad aspettative future…Non è una sorta di nostalgia..o forse sì..non saprei spiegare..Io ho venti anni e non ho ancora potuto vedere com’è che si diviene speranza e come la speranza si concretizzi e vinca. La mia nonna l’ha vista, la mia mamma , pure, era piccola, ma c’era..mio padre anche..Magari non sempre hanno partecipato , però c’erano.Io no.E neanche la mia generazione in senso stretto. Per questo a la maggior parte riesce così difficile credere che è possibile divenire speranza, o credere semplicemente in qualcosa?O credere nella politica radicale?Parlo dei miei coetanei..ma non solo..

Però pensavo anche un’altra cosa, e questa m’ha rassicurata e ha risvoltato la piega che la trama dei miei fitti e forse insensati pensieri stava prendendo. La trama o la soluzione a questi pensieri potevano portare alla soluzione, o meglio , a quello che la maggior parte delle persone ti dicono quando vengono a conoscenza che t’impegni per qualcosa in cui credi, che fai cose insolite per essere una ventenne.. Intanto sei radicale..cosa mica da poco conto, quindi sei “poco usuale”, per non dire “matta”… C’è gente che lo dice, è così. Ci sono persone che invece mi han detto due o tre cose che mi ripeto ogni tanto: se i sogni non fossero difficili da realizzare, che sogni sarebbero? Un’altra mi ha detto una volta che non bisogna arrendersi ad essere pulci, come all’essere giovani o vecchi. Anche se agli occhi dei più sei “matta”.. Anche se a volte uno se lo comincia pure a chiedere se sia matta o meno. Ed un certo punto,oggi, forse a causa dell’influenza, ci stavo per cascare anch’io nella trappola “ma- chi- ce- lo- fa –fare-,-chi- me- lo- fa- fare”Ma ho capito, ho capito la differenza. E’ solo io non m’arrendo a credere che non la vedrò mai. Parlo della speranza , quella che si concretizza. O della libertà. O della giustizia. Potrò anche non vederla né ora , né domani, ma so, che potrei .. E’ questo il grande , colossale problema della mia generazione, dei miei dei nostri tempi…Si ha sempre bisogno di poterle toccare con mano certe cose.. Se sono lontane certe prospettive o certi orizzonti, che fatica, sei matta, lascia perdere.Bisogna sempre comportarsi come se si potesse acciuffarla da un momento all’altro questa possibilità che tutto sia diverso, migliore possibilmente..vero, libero, davvero. Quelli in cui hai speranza talvolta sono giustamente sconfortati…è difficile combattere quando tutto è ostile. Chissà se la primavera di libertà ci sarà ancora. O almeno quella climatica, almeno aiuta lo spirito e scalda un pò..O altrimenti bisognerà scaldarsi come sempre con la speranza. Per adesso io mi son presa una influenza…segno che il tempo anche è pazzerello, cambia e se ne infischia se tu hai davvero tante altre cose da fare… “Prima v’era Primavera”… E oggi? Spero che questa influenza fuori stagione passi alla svelta…non solo a me …a tutti…Politici e non… spero che la primavera ci sia sul serio… Ho acceso lo stereo..ho ritrovato un vecchio cd, che davo per disperso… mi incanto ad ascoltare una canzone di Samuele Bersani, Giudizi Universali… Peccato che su Radio Radicale le canzoni di musica leggera non vadano più…talvolta servono più che le parole… Mi son resa conto che dentro quella canzone c’era tutto quello che avrei voluto dire a chi sta rovinando la mia povera ITALIA, a quelli che se ne fregano, a quelli che fan finta di credere in qualcosa , a quelli che uccidono ogni giorno la speranza…a quelli che hanno una influenza perenne e sperano sotto sotto di attaccarla anche a te..sai, mal comune… Quelli che stanno rovinando una generazione, le generazoni,lo spirito..Quello spirito che lega una generazione enorme e senza tempo, quella formata da ventenni come da ottantenni… o anche da persone che non ci sono più.. Bella questa canzone…finalmente trovo pace nella mia mattinata irrequieta, fatta di pensieri e di lunghe passeggiate per la casa.E più camminavo su e ancora giù, più trovavo mille motivi per rattristarmi, per l’influenza, per la primavera che tarda ad arrivare in ogni sua forma o espressione, mi ripetevo “Togli la ragione, lasciami sognare, lasciami sognare in pace”.. E visto che non posso cantarla questa canzone, nè sperare di mandarla su Radio Radicale, nè pensare che tutti colgano ciò che io ogni volta colgo in queste note, provo almeno a raccontarvi e a scrivervi il testo… Giudizi universali Di Samuele Bersani Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane, ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate. Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace… Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni anni fa, come la voce guida la pubblicità ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore, ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole. Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l’odio, Torre di controllo aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio… Potrei ma non voglio fidarmi di te io non ti conosco e in fondo non c’e’ in quello che dici qualcosa che pensi sei solo la copia di mille riassunti Leggera leggera si bagna la fiamma, rimane la cera e non ci sei più… Vuoti di memoria, non c’e’ posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia, piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria… Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace… Libero com’ero stato ieri, ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi, adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori… come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà e non c’e’ niente che mi sposta o vento che mi sposterà… Potrei ma non voglio fidarmi di te io non ti conosco e in fondo non c’e’ in quello che dici qualcosa che pensi sei solo la copia di mille riassunti Leggera leggera si bagna la fiamma, rimane la cera e non ci sei più… non ci sei più…


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