La politica delle uova rotte e gettate

Lo  sapevamo che con la guerra non si scherza..ma ormai  l’uovo è stato  rotto, la frittata , almeno la prima di una lunga serie, è fatta..
Quel che non sapevamo era che  i nostri fini cuochi della politica, come amo definirli, non fossero in grado di recuperare le frittate o le uova rotte…
E che non siano maestri della fine arte del recupero  e per nulla creativi in cucina…
Così preferiscono gettar via l’uovo rotto tutto intero…
Ritirare le truppe dall’Iraq, credendo forse, a torto, di poter fare di meglio la “prossima volta”……Ma i cuochi che non sanno far bene neppure le frittate, certo non possono pretendere di poter preparare piatti migliori…
Quando non si rendono conto che  l’uovo rotto che hai è l’unico a disposizione e che in qualche modo devi riparare e non gettarlo via, c’è davvero poco da fare…l’uovo rotto è l’Iraq,ma presto lo sarà anche la nostra Europa, che non ha più una politica unitaria e forse non ce l’ha mai avuta…
Gettare via l’uovo con tutto il guscio significa ritiro dall’Iraq e quindi, la cronaca di una morte annunciata per milioni di  iracheni, cioè guerra civile e forse un altro  Saddam.

Ma qui in Italia siamo davvero fantastici, perché non solo ci pensano i nostri politici a  non fare neppure le frittata, ma c’è la nostra fantastica televisione…
Persino programmi che guardavo con piacere proprio  ieri sera mi hanno disgustata..
Parlo de “Le Iene”…..Ci pensano persino loro a ricordarci quanto sia cattivo Bush, qundo, si sono prestati insieme a dei cantanti-toh, che casualità, al concerto del primo maggio..chissà perché!- ad inscenare una gag certamente divertente  sul momento , ma che mi ha lasciata perplessa…quanta demagogia si fa in televisione…
Hanno intonato una canzone dei “Ricchi e Ricchi”, così ri-soprannominati per l’occasione (i tre ragazzotti vestiti di nero che fan quelli de sinistra e poi stanno a mediaset e sputano nel piatto che tutto sommato dà loro da mangiare) e proponevano un Bush versione canterina modello biondina dei ricchi e poveri,  intitolata “Vi bombardiamo, sarà perché vi amo…”
Ok, la satira, sacro  santa, divertente anche..…
Cattivacci questi americani che amano ammazzar la gente, tutti ricchi e  petrolieri incalliti …Bush perfido e guerrafondaio…sempre tutta e solo colpa di Bush e degli States…

Ho sorriso, perché neppure io stimo Bush, e lo ritengo un Presidente incapace, poco lungimirante,circondato da gente ancor meno abile di lui, poco intelligente, e neppure tanto abile nell’arte che sembra esser per lui la cosa più gradita, ovvero la guerra.Ma questa è un’altra storia..paradossalmente Bush non è l’America.
Nella democrazia americana, nonostante Bush, nonostante le terribili immagini sulle torture dei soldati americani inflitte ai prigionieri  iracheni, nonostante tutto dico, ci si deve credere ancora..
Una democrazia che è capace di “auto-monitorarsi” e di ammettere i propri errori è degna di questo nome.
Non è certo un governo di santi e giusti  di ineffabili o infallibili, piuttosto un insieme di componenti civili   che sono in gradoni tirarsi le orecchie a vicenda quando si prendono “toppe” del genere…
La democrazia di  uova ne rompe  e fa anche diverse frittate, ma conosce anche , come i fini chef, l’arte del recupero..
Noi non sappiamo neppure fare le frittate, è questo il problema…..e il peggiorare della situazione in Iraq e in Europa anche, ce lo dimostra…demerito anche tutto europeo…
Dietro ai finti principi, al finto pacifismo del lasciamoli e lasciamoci in pace, dietro  al finto pensare al popolo iracheno dei più arguti approfittatori, c’è un marcio incredibile…un uovo che sta marcendo senza speranza d’esser recuperato.
Alcuni dei nostri politicanti son più marci dei  soldati marci americani che hanno umiliato i prigionieri o han fatto indossare mutandine da donna ad un Imman ..
I più marci, i più furbescamente   senza scrupoli, sono quelli che han chiesto un ritiro dall’Iraq non più 30 giugno-data già da scongiurare perché troppo ravvicinata-,ma addirittura il 30 maggio…
Facendosi due calcoli, han stabilito che, UN RITIRO VAL BENE UN VOTO …e  le elezioni politiche europee..
La politica dello spreco…sprecando e sperperando anche noi presto ci troveremo in assenza totale di democrazia e non sapremo più correggerci, come già non sappiamo fare…non saremo neppure più capaci di fare le frittate..
È comprensibile il senso di smarrimento dinnanzi alle bugie americane,alle spinte contrapposte forti che  hanno mischiato più volte le carte, è  tollerabile che sia difficile individuare ove sia il giusto e ove lo sbagliato…quali siano gli errori più gravi e chi li abbia commesssi…oltre che l’analisi degli errori però, non si può fare…non si può gettare l’uovo rotto.In certi casi, o meglio sempre, l’omissione di soccorso per cercare di recuperare situazioni  che non si possono abbandonare , è ben più grave dell’errore stesso…
Per le uova rotte e le frittate di ricette assolute non ne esistono, ma di certo le uova non si possono gettare nel secchio, così come non si possono gettare gli iracheni liquidandoli con la frase
“ci dispiace, vi lasciamo in pace, sbrigatevela da  voi”..
La cucina del recupero, i nostri maldestri chef della politica non la sanno applicare,sprecano occasioni, gettano tutto via …Solo i cuochi più raffinati del resto, sanno che da un uovo rotto  bruscamente, se ne può ricavare una ottima omelette, ancorché sia un piatto che si crede facile ma che in realtà non è né facile né veloce da cucinare..
Agli iracheni, che non hanno mezzi, non possiamo lasciare il guscio frantumato, un uovo sparso da tutte le parti e pretendere che ne facciano una frittata, figuriamoci una omelette..non adesso perlomeno …
Ma del resto,noi abbiamo una politica delle uova rotte e gettate…non delle omelette che esigono capacità e soprattutto pazienza…


Comments are closed.