Un cimitero chiamato La Sapienza

Di Marco Paolemili Questo breve viaggio comincia non molto tempo fa, quando la legge sulla fecondazione assistita era appena nata e ancora erano in pochi quelli a pensare al referendum. Ma questo viaggio, se prende spunto da un tema così delicato, esplora e si perde in altre strade oscure: le strade di un cimitero dove sono sepolte speranze, alcune persone, la cultura e la scienza. Sto parlando di un cimitero di Roma, ai più noto come Università degli Studi di Roma La Sapienza. Qui, sopra le ceneri del futuro dell’Italia intera si erge uno dei più grandi monumenti alla micidiale burocrazia della nostra Repubblica. La mia visita comincia per l’appunto quando Diego Sabatinelli, segretario dell’associazione Radicali Roma, mi scrive una e-mail con il nome di una ragazza del Movimento per la Vita. Nel progetto di Generazione L, già da allora, erano in programma degli eventi di dibattito nelle università. I ragazzi cattolici furono subito molto entusiasti dell’opportunità che si era offerta: si sarebbero dovute scontrare due forze opposte, i Radicali contro e i Cattolici a favore della legge sulla PMA, per la prima volta nell’ateneo-ring più grande d’Europa! Comincia così il mio cammino nel cimitero del futuro, alla ricerca di un’aula e delle autorizzazioni per il contraddittorio. Ero smarrito, non avendo “canali preferenziali”, non sapevo a chi rivolgermi. Chiesi una mano al prof. Corbellini, mio professore di Storia della Medicina nonché autorevole Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni, che m’indicò due strade da percorrere: chiedere ai miei colleghi rappresentanti degli Studenti o rivolgermi all’ufficio per le iniziative culturali del Rettorato. Mi diressi dai miei rappresentanti, quelli di Medicina. Come quando chiesi loro di aiutarmi ed aderire alle iniziative contro la proposta della stessa legge, non mi cagarono troppo adducendo il motivo di non volersi impegnare in iniziative politiche (non del loro partito, questo non lo dissero, ma fu evidente che lo pensarono). “Ma sei uno studente di Medicina, un futuro medico o un futuro ricercatore! E’ possibile che non capisci la gravità della situazione e il senso della nostra iniziativa?” “Mi dispiace” fu la risposta, alla quale non controbattei perché mi resi conto subito della levatura intellettuale dell’uomo in questione. Provai allora in facoltà più colte, come Lettere, Giurisprudenza e Scienze Politiche, dove però non riuscii nemmeno a sapere chi erano i rappresentanti. “Devi capire, ci sono state appena le elezioni, ormai a quelli che sono stati eletti che cazzo gliene frega di noi? Dovevi passare quando erano in campagna elettorale!” questa fu la frase più illuminata di tutto il mio viaggio. Non rimaneva allora che varcare la soglia del Rettorato. “Mi scusi, sto cercando l’ufficio per le proposte degli studenti riguardo conferenze e altre manifestazioni” chiesi molto confuso “Sì, l’ufficio iniziative culturali, primo piano a destra” rimasi colpito dalla risposta pronta e sicura del portiere. Al primo piano si trovava l’anticamera del Rettore, a quanto pareva lì dovevo chiedere. “Buongiorno, sa dove si trova l’ufficio iniziative culturali degli studenti?” “Cosa?” mi rispose il segretario “Devo chiedere delle informazioni per una conferenza all’interno dell’Università” “E l’hanno mandato quì?” “Sì mi hanno detto di rivolgermi qui” Un po’ perplesso l’uomo lanciò un urlo verso l’altra stanza: “Aho! Chi è che si occupa delle iniziative culturali?” Si affacciarono un uomo e una donna che non seppero fornire nessuna informazione. Allora il segretario si mise al telefono “Un attimo, che lo troviamo. Pronto? Sono Salvatori, sai chi si occupa delle iniziative culturali degli studenti? C’è qui un ragazzo che deve fare uno spettacolo, l’hanno mandato da me” Attaccò il telefono, consultò un elenco e si rimise alla cornetta “Ciao sono Salvatori, chi si occupa delle iniziative culturali degli studenti? No, io non ne so niente! La segreteria? Ora provo”. La segreteria, dopo una lunga attesa al telefono, diede un altro numero di telefono “Salve, sono Salvatori dall’anticamera del Rettore. Vi occupate voi delle iniziative culturali degli studenti? Ok, ho capito. Ah, allora noi facciamo le fatturazioni! Va bene, grazie e buongiorno”. Mi passò un nome su un foglietto “Devi andare alle Segreterie, Ripartizione Studenti, Scala A quarto piano. Se ne occupa la signora Albelli, che però non c’è, chiedi alla signora Dulci.”. Nel mentre sopraggiunse l’uomo che si era affacciato prima: “Se ne occupa Mirella!” “Lascia stare, ho già fatto tutto io”. Ringraziai l’uomo per la maratona telefonica e mi diressi al palazzo delle segreterie. La signora Dulci era sepolta in un piccolo studio. “Sei il ragazzo per le iniziative culturali, vero? Hai con te l’autorizzazione?” Cascai dalle nuvole “Quale autorizzazione? Sono venuto per chiedere informazioni!” “Ah, se non hai il modulo devi aspettare che esca il prossimo bando. Lì troverai tutte le informazioni e dove trovare i moduli” “Ma io non posso aspettare, non c’è un altro modo? Quando uscirà il bando?” “Se è una iniziativa degli studenti è per forza così” “E quando uscirà il bando?” “Mah, non ne ho idea. Ma quando uscirà lo troverai affisso per la città universitaria!” Salutai la signora Dulci e me ne tornai in aula a sentire una lezione di neurologia sulla Sclerosi Laterale Amniotrofica. Nelle diapositive del professore mancava la pagina della terapia, forse ho capito perché. Nota: i nomi dei dipendenti delle segreterie sono nomi di fantasia, nel rispetto della privacy.


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