Les Jeux son Fait, o almeno…

Di Cristiano Turriziani

L’anno vecchio è alla frutta sebbene io sia forse già da tempo al caffè ; amaro come tante solitudini dettate non da un eremo perenne quanto da una ingerenza continuata e continuativa di una sottospecie di Sistema che regola obbligando, decidendo, proibendo, ingerendo su e nella umana ratio sempre che ve ne fosse una in alcune discussioni o come amano dire sociologi e psicologi di turno nelle “ dinamiche di gruppo “.
Ma il gruppo branco-la perché si è soli appunto nel branco si è liberi tra i resti delle catene che portavano i nostri avi, e poi i nostri nonni e noi, come foulard nell’ ora dell’ happy hour con stanchezza filo Pariniana, del “ giovin signore “ al mattino, ostentiamo forse anche per il gusto al nulla, obbligazione alla quale siamo forse, ahimè, soggetti tutti.
E se “ l’anno vecchio è finito e tra un anno passerà e d io mi sto preparando questa è la nuova età” in realtà “ l’attenzione “ la non poi così troppo genuina attenzione cara al vecchio Moravia, non poteva che ricadere, a giochi fatti appunto, su alcuni argomenti di questo 2004; argomenti scanditi come le note di una Gran Partita dall’ eco della voce rauca del direttore Bordin in Stampa e regime o su quel “ giornale “ sfogliato nella sala d’attesa del dentista mentre incauti s’aspetta una otturazione e non si ha pura perché si pensa “ chissà se farà meno male delle otturazioni di illustri penne quali quella di un Socci o di un Introvigne ??? “
E la pagina d’apertura è delle migliori, penso io, per una chiusura alla Moulin Rouge tarda serata, sorta di apocalissi profana che richiamerebbe i migliori registi Americani e le migliori tecnologie nipponiche per un finale davvero ad effetti speciali! altro che Huxley e porte della percezione annesse !?!
Introvigne che si interessa dell’ affaire Francese della liberazione dei due giornalisti con un articolo il cui titolo già né è risoluzione “ Pellegrinaggio dei ricattatori “ e Socci che quasi all’ unisono, con abilità Fediana ( o Fedista !?! insomma alla Emilio Fede per intenderci che proprio perché cieca non poteva che essere Fede ), parla di “ un tabù di nome Eugenio “ dove si parla di preti e fac-simili illuminati e apostrofato con un rosa shocking, sempre dal caro direttore Bordin che cerca nella sua ironia la scoperta di uo “ Sciascia fervente cattolico “…
Datosi che sono in piena degenerazione di associazioni di idee più o meno stabili pensavo, ricadendo su me stesso, e su quel trapano che un po’ come l’antro della sibilla, dove ti metti ti metti, risuona sempre: “ ma i referendum, e le lotte radicali e le proposte di laicità dello stato così in Europa come in Italia sarebbero quantomeno passibili di un politically correct, per i banditori della carta stampata ? è possibile oltrepassare, non dico superare in senso Nietzschiano che sarebbe cosa alquanto grossa e complicata, il parvenue del commerciabile per gettare almeno un trafiletto, almeno alla fine dell’ anno dove ci siano idee, proposte, opinioni PROPRIE, considerazioni che diano almeno la possibilità al lettore fedele di sbarrare gli occhi e al lettore incauto o occasionale di quel “ mumble mumble “ che ormai sembra essere, e non troppo, divenuto solo prerogativa dei fumetti di Disney !?!
Insomma per farla breve, a gente come me il natale tocca sia che creda in Buddha o in Allah o nel mazzamuriello e fin qui viva Voltaire, ma loro che potrebbero non dico tirare le somme dell’ anno giocato che implicherebbe, sempre per una correttezza più personale che generica o istituzionalizzabile, anche l’importanza delle considerazioni sull’ altera pars, si lasciano andare ad articoli da Gossip più che dare risalto ad un qualcosa che in ogni caso coinvolgerebbe la comunità tutta; almeno quella che ancora si identifica non in degli pseudo valori ma in delle oggettualità.
Il che forse parrebbe sbagliato se io chiedessi proprio ai lor’ signori di parlare di alcool, sesso droga e Rock & Roll, ma quantomeno il dibattito su le firme raccolte per una questione che sembra davvero aver impegnato, i molti a chiacchiere purtroppo, tutto lo stivale e cioè quella del referendum sulla abrogazione di una legge nata forse anche grazie ai loro continuativi contributi giornalistici …
E qui mi fermo per non voler cadere, inevitabilmente, nella parte del defensor fidei e e di ciò che anche le logiche loro chiedono; sento il trapano, penso alla “ mia fragile “ laicità nel riguardi di tante piccole ingerenze che come quella punta che gira di continuo e dice di curare ma poi rimane il foro da otturare e allora forse neanche il marcio era così malaccio da trattenere o sopportare ?
Me lo chiedo perché mi sento per un attimo formichina nella gola dell’ impavido e onnivoro formichiere integralista e imbonitore che vuole a tutti i costi macerare e divorare ancora; non per il gusto della sfida ma per un metodo giustificato da quel fair play che è maschera di una violenza inaudita in progress.
Tra qualche giorno ci diranno che è natale; ci parleranno di Verbo e di Luce ed io un po’ refrattario ai raggi solari metterò gli occhiali scuri …
ma,  serviranno a ripararmi da certi articoli gratuiti ? o dalle “ onde “ della tv ? o dai mattoni di Bruno Vespa ?
E se perso nelle mie tergiversazioni mi dovessi ritrovare nella Canossa dei pensieri ? Allora sarà meglio rigettarsi nella Babele dell’ ultimo dell’ anno per vivere con lo stesso fragore l’avvento
dell’ anno nuovo …

AUGURI DI LAICHE FESTIVITA’


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