Marco Paolemili risponde a Federica Onori

Cara Federica,
Ritengo che il tuo pensiero vada a seguire una strada impraticabile. La religione non nasce dalla paura e dall’ignoranza. La religione, la scoperta della religione fu una conquista dell’uomo, la consapevolezza dell’esistenza dell’immanente e del trascendente. Il ragionamento sul trascendente ha assunto varie forme, nei secoli chiamate cristianesimo, induismo, islamismo, ebraismo, a volte si è contrapposto o completato con la filosofia dei greci fino ai giorni nostri. Non commettere anche tu l’errore di contaminare immanente e trascendente, non macchiarti confondendo scienza e coscienza, scienza e religione. Non v’è conflitto reale tra loro! Questo nasce ogni qualvolta si commette l’errore di non riuscire separare i due emisferi dell’universo umano.
L’anticlericalismo, la battaglia per la libertà della ricerca scientifica, non sono volte a combattere la religione. Ciò sarebbe violenza perchè proporrebbe le stesse argomentazioni erronee che la fede porta contro la scienza.
La religione vuole dettar legge in un campo non suo, la scienza. La scienza non deve rispondere invadendo il campo della fede.
Tieni, tenete presente un assunto fondamentale: la scienza non è etica. La scienza fornisce le chiavi di lettura per comprendere il libro della natura, come disse, con altre parole, Galileo Galilei. Fornisce la conoscenza. La tecnologia, la società ne fanno uso, sbagliato o giusto che sia. Ma qui entriamo in un altro capitolo, quello dell’etica, quello del trascendente. Combattiamo perché scienza e fede siano liberi, combattiamo affinché la scienza possa continuare per la sua lunga strada e la coscienza dell’uomo, diversa per ciascuno di noi, sia libera di coglierne i frutti come ritiene opportuno.