LE RAGIONI DELLA SETE DI PANNELLA

Di Michele Rana, Segretario dell’Associazione Radicale Goliardica.

Mentre invio questo scritto, Marco Pannella si sta drammaticamente addentrando nel secondo giorno di sciopero della sete. Si potrà essere d’accordo o non d’accordo con la sua azione nonviolenta di ispirazione gandhiana ma è utile, almeno per un po’, fare autenticamente informazione e provare a restituire la moralità dovuta alle parole fino ad ora espresse dall’ostinato leader radicale.

Perché, insomma, Pannella, in una settimana in cui la maggior parte degli italiani si prepara alla celebrazione del sommo amore di Cristo per l’umanità, si sta volontariamente privando del cibo e dell’acqua ?

Pochi l’hanno fino ad adesso detto e spiegato a chiare lettere. Marco Pannella in questa settimana, carica di simbolismo religioso, si prepara con altrettanta intensità a celebrare il più alto dei valori laici: la Legalità; la Legalità con la “L” maiuscola, quella del rispetto compiuto della lettera scritta della nostra Costituzione per cui i padri del nostro con-vivere civile spesero il loro tempo, il loro amore, la loro sensibilità e persino le loro vite.
Con l’ icona del suo corpo assetato e del suo viso scavato vuol dare, come è già accaduto per il plenum della Corte Costituzionale, forza vitale e sostegno a chi è chiamato ad inverare l’esistenza dell’art. 87 della Costituzione che letteralmente scandisce che “il Presidente della Repubblica può concedere le grazie e commutare le pene” e dell’art. 681 del Codice di Procedura Penale il quale, dal 1989, chiarisce al comma 4 : “la grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta”.
Pannella vuole dare voce, che appaia anche nella forma dell’afono grido di dolore e di sofferenza individuale, a chi tra sommi giuristi come Andrea Manzella, Michele Ainis, Francesco Paolo Casavola, Marcello Gallo, Lorenzo Chieffi, Giuliano Vassalli, Augusto Cerri, Giuseppe Contini, Giuliano Amato e tanti tanti altri, da più di otto mesi ci fanno sapere che il potere di concedere la grazia è un potere di stretta spettanza presidenziale che non deve essere esercitato in condominio con nessuno.
E sia chiaro: in quest’azione amorevole, carica di speranza nella convivenza secondo Diritto per ciascuno di noi, in cui ben presto le piaghe del corpo di Pannella costituiranno il necessario richiamo al corpo piagato del nostro Stato di diritto, la libertà per Sofri non è il fine ma semmai, suo malgrado, il pretesto necessario per liberare il Presidente della Repubblica e la nostra Costituzione da decennali prassi contrarie alla lettera della Legge stessa.


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