Legalità latitante e corretto uso della Costituzione

Di Marianna Mascioletti

Il satyagraha del 2002 sul mancato plenum della Corte Costituzionale e della Camera dei Deputati è stato l’ennesimo capitolo dell’ormai trentennale lotta condotta da Pannella e dai Radicali per il ripristino della legalità nelle istituzioni italiane. Proprio perché l’illegalità è diventata per l’Italia un dato strutturale, però, l’importanza di quest’iniziativa è stata sottovalutata, il gesto drammatico e simbolico di Marco Pannella (bere, mentre era in sciopero della sete, le proprie urine in diretta TV) è stato svilito e ridicolizzato, l’intera battaglia è stata vista e presentata come l’ennesima stramberia di questi pazzi Radicali così-poco-chic-signora-mia. Astenersi per giorni da cibo e bevande, rischiare la vita perché i deputati della Camera erano 617 e non 630, sembrava veramente una follia, quasi una presa in giro. E invece no. Puntare i piedi su una questione apparentemente formalistica, su un problema che sembrava poter appassionare solo qualche giurista particolarmente pignolo, significava in realtà voler porre l’accento sul nodo centrale del caso Italia: il mancato rispetto della legge da parte delle stesse istituzioni che dovrebbero esserne custodi e garanti. Già, perché è evidente che, se la prima a non osservare ciò che la Costituzione prescrive è l’autorità costituita, chi è soggetto ad essa si sente a propria volta legittimato a infischiarsene di quel che è scritto e ad agire in mancanza di un riferimento fisso, creandosi volta per volta la sua personale legge. Il confronto politico, la vita politica tutta, si riducono allora ad una farsa: niente cambia mai realmente, perché non si può stabilire un parametro in base al quale giudicare se e come sia cambiata una situazione, quando non è definita da confini precisi. La mano destra ignora quel che fa la sinistra, o meglio, lo sa benissimo, ma non le importa niente di saperlo; le comunicazioni e gli interscambi sono interrotti, l’atteggiamento dominante è la furbizia, l’incoerenza la fa da padrona, le leggi servono solo ad essere usate contro i “nemici” veri o presunti. E se una situazione del genere non vi sembra avere grosse affinità con l’attuale realtà italiana, se continuate a pensare che quello rappresentato sia uno scenario apocalittico che vive solo nella mente di una pazza ragazzetta radicale, se ancora non vi accorgete dello sfacelo che ci circonda, se vi va bene vivere così, beh, solo un consiglio mi azzardo a darvi. Tenete sempre nel bagno di casa una copia della Costituzione della Repubblica Italiana: alle volte, se vi finisse improvvisamente la carta igienica, potrebbe tornare molto utile.


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