GIUBBOTTO ESPLOSIVO

Da REPUBBLICA.IT

NABLUS – Una ragazzo di 14 anni pronto a farsi esplodere fra i militari israeliani che presidiavano un posto di blocco di Hawara presso Nablus in Cisgiordania. L’ultima follia della guerra fra palestinesi ed israeliani si materializza questo pomeriggio quando i soldati di Israele, di guardia ad un posto di blocco notano un ragazzino di quattordici anni che si avvicina. Il ragazzo in un primo momento resta in fila tranquillo come tutti gli altri poi, ad un certo punto, si mette a correre verso i soldati che puntano subito i fucili. Il ragazzo si spaventa, si ferma ed alza le mani. Ed è in quel momento che i militari israeliani si accorgono del giubbetto pieno di esplosivo che il piccolo palestinese indossa. Un piccolo kamikaze, insomma, mandato a fare strage (dicono gli israeliani) dalle Brigate martiri di Al Aqsa, ovvero il braccio armato di Al Fatah la fazione palestine di Yasser Arafat. “Era deciso a immolarsi fra i soldati” ha detto il colonnello Guy comandante militare dell’unità che lo ha bloccato impedendogli di compiere una strage “fra i militari – come ha spiegato il colonnello – ma anche fra i palestinesi in attesa di attraversare il posto di blocco”. Stando ai primi elementi dell’inchiesta, dietro al tentativo di attentato potrebbero esserci le Brigate martiri di Al Aqsa, vicine al movimento Al Fatah del leader palestinese Yasser Arafat. Secondo il sito internet del quotidiano Yediot Ahronot, il kamikaze-adolescente si chiama Hissan Abed Billal e aveva addosso un corpetto da otto chili di esplosivo. Proprio allo stesso posto di blocco, il 16 marzo era stato fermato un bambino palestinese di 12 anni, Abdallah Quran, che su un carretto trasportava una borsa con un corpetto esplosivo con il detonatore innescato: era stato pagato l’equivalente di un euro per fare il ‘facchino’ tra due terroristi che preparavano un attentato. Quando il ragazzo è stato fermato, uno dei due ha tentato di fare esplodere l’ordigno collegato a un cellulare, ma miracolosamente il dispositivo si è inceppato. – Pubblicità – Quello di oggi è probabilmente il più giovane apprendista kamikaze della seconda Intifada, quella delle stragi contro i civili. L’elenco dei giovani e dei giovanissimi reclutati dalle organizzazioni armate palestinesi come portatori di esplosivi, esploratori o depistatori davanti agli avamposti israeliani, ma anche come kamikaze, è ormai lungo. Avevano solo 17 anni i due kamikaze che, due domeniche fa, si sono fatti saltare in aria nel porto di Ashdod, uccidendo 10 persone. Altri ragazzi di 16 anni sono già stati fermati dall’ esercito israeliano prima che potessero farsi esplodere. Nei Territori è forte la pressione psicologica sui giovani, dovuta alla guerra, alla vita difficile, alla diffusa esaltazione del ‘martirio’, anche a scuola: i ragazzi spesso partecipano alle manifestazioni contro Israele vestiti appunto da ‘martiri’, come i kamikaze che si sono fatti esplodere contro obiettivi israeliani.


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