Le prese in giro della politica italiana alla scienza e ai nobel…il rapporto Dulbecco è stato fatto secco

“Il rapporto Dulbecco? L’avete fatto secco!”

di Marianna Mascioletti

E’ sdegnato, Renato Dulbecco. E’ sfiduciato, c’è amarezza nel suo laconico commento allo scempio compiuto in Senato circa un mese fa. E come dargli torto? Ancora una volta, in Italia, la voce della scienza è stata soffocata dal solito coro di starnazzamenti provenienti dalle stanze del potere. Ancora una volta, come ai tempi di Galileo, come ai tempi in cui fare autopsie era un reato condannato dal tribunale dell’Inquisizione, come ai tempi, certamente più recenti ma non meno oscuri, della lotta per l’aborto, la scienza dice bianco, la Chiesa risponde nero, la politica italiana si inginocchia e tace. “Umane genti, state contente al quia”, ammoniva Dante, raccontando la triste fine di Ulisse che aveva tentato, con gli esiti disastrosi che ognuno ricorderà, di andare oltre i limiti tracciati dai dogmi. Insomma, non tentate di indagare oltre ciò che è già stato detto e stabilito una volta per tutte (il quia, appunto) dalla teologia. Comprensibile che Dante scrivesse queste parole nel quattordicesimo secolo; meno comprensibile che nel 2003, in uno stato che dovrebbe essere laico, i rappresentanti del popolo italiano, riuniti in Senato, si sentano ancora in dovere di assumerle come guida delle loro azioni. Del tutto incomprensibile, poi, che questa classe politica non si sia accontentata di varare la legge forse più oscurantista d’Europa sulla fecondazione assistita facendo di testa propria, senza interpellare gli scienziati; no, il giochetto è stato ancora più divertente. La scienza è stata invitata a dare il suo parere, e questo parere non è stato tenuto in alcun conto. Tre o quattro anni fa, infatti, l’allora ministro della Sanità Umberto Veronesi nominò una commissione, presieduta appunto dal professor Dulbecco, incaricata di studiare le potenzialità terapeutiche delle cellule staminali. Dall’egregio lavoro di questa commissione uscirono fuori, racchiuse nel cosiddetto “rapporto Dulbecco”, tante conclusioni interessanti: il fatto che dieci milioni di malati potrebbero trovare una speranza di cura nella terapia con queste cellule (non sarebbe l’unica speranza, non sarebbe una sicurezza; ma sarebbe comunque una speranza, e piuttosto consistente); il fatto che, conseguentemente, la sperimentazione sulle staminali embrionali debba essere considerata una via da portare avanti, nonostante i problemi di ordine etico che per alcuni ciò comporta; il fatto, ancora più interessante, che, se proprio si vuol dare ascolto ai soliti Sirchia e Tonini, evitando di sperimentare sugli embrioni preesistenti, si possono sempre creare nuove cellule staminali tramite trasferimento nucleare (non vi sto a spiegare che cos’è, lo troverete nel riquadro a fianco, vi basti sapere che era stato chiamato “via italiana alla clonazione terapeutica” e che avrebbe rappresentato un considerevole passo avanti per la ricerca, in Italia e nel mondo); il fatto che comunque, visto che allo stato attuale esistono circa 30000 embrioni sovrannumerari, impossibili ormai da impiantare e condannati a finire nell’immondizia, è meglio sperimentare su quegli embrioni (persone umane in potenza) per salvare la vita dei malati (persone vere, fisiche, qui ed ora), piuttosto che lasciare tutto immobile e destinare alla “morte”, in nome della Vita con la v maiuscola, gli uni e gli altri. Ecco più o meno le conclusioni del rapporto Dulbecco: parole condivisibili, parole di buon senso, parole, comunque, provenienti da un consesso di scienziati, bioeticisti, perfino cardinali di tutto rispetto; parole di cui si sperava che i nostri beneamati legislatori avrebbero fatto tesoro, in quel momento e per gli anni a venire. E invece no: come scrivevo prima, è qui che il giochetto si fa divertente. Esponiamone rapidamente le regole. 1) Nominare un ministro della Sanità veramente liberale, laico e che sappia fare il suo mestiere quale Umberto Veronesi. 2) Autorizzare tale ministro a costituire una commissione incaricata di studiare i risultati della ricerca in altri Paesi per vedere di migliorare un po’ la situazione italiana su questo fronte. 3) Ascoltare il parere della suddetta commissione sulla direzione che dovrebbe prendere la ricerca in Italia. 4) Sbattersene altamente di tutto ciò, sentire che dice il Papa (magari, tramite seduta spiritica, consultare pure Tolomeo, quello che “E’ il Sole che gira intorno alla Terra!”) ed agire di conseguenza. Anche mentre in Parlamento si discuteva la legge sulla procreazione assistita si è domandato agli scienziati ed ai medici che cosa pensassero di questa legge; quando la maggior parte di loro ha risposto, secondo scienza e coscienza, che è una legge incostituzionale, ingiusta, illiberale e inapplicabile, si sono sentiti fare una bella pernacchia. E allora ha ragione, ha ragione il professor Dulbecco a restare in California dove vive; ha ragione a dire che il problema è politico e non scientifico, che la scienza ha fatto quello che poteva; ma poi si è scontrata coi dogmi della fede e, quel che è peggio, coi dogmi della fede applicati alla politica. Ed ecco la risposta della politica, almeno di quella ufficiale (ben diversa è la risposta della politica radicale, che però continua ad essere tacitata). “Cari scienziati, cari dottori, noi vi abbiamo chiesto un parere, voi ce lo avete dato, non era esattamente positivo, ma insomma, in fin dei conti, volete sapere una cosa? Del vostro parere non ce ne può fregare di meno. Noi non possiamo stare ancora qui a darvi ascolto, a sentirvi blaterare di libertà di ricerca, di cellule staminali, di sclerosi laterale amiotrofica, di cellule totipotenti, di tutte queste cose difficili da capire, e basta, ci fate venire mal di testa! Tornate alle vostre provette, che noi abbiamo ben altro da fare! Dobbiamo pensare al Papa, ai vescovi, ai cardinali, alle cliniche cattoliche, dove si praticano gli aborti ma, toh! Sono sempre spontanei!, alle università cattoliche, dove si insegna che l’embrione è una persona umana, dobbiamo genufletterci davanti agli altari, e…pronto? Santità? Non si preoccupi, il suo regalo di Natale è stato consegnato. La legge è stata approvata come Lei voleva, sì, sì, l’embrione è una persona umana, il malato chissà, vabbè, sì, tanto ormai è spacciato…stia tranquillo, Santità, è tutto come vuole Lei. Il rapporto Dulbecco? L’abbiamo fatto secco.”


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